Roma, 22 apr. (Adnkronos Salute) - Nell'occhio bionico la chiave per restituire la vista alle persone rimaste cieche per colpa di una malattia ereditaria. Un team del Moorfields Eye Hospital di Londra ha eseguito, infatti, un intervento sui primi due pazienti britannici, all'interno di uno studio clinico sull'occhio artificiale. Il dispositivo, collegato a una telecamera su un paio di occhiali avveniristici, simili a quelli indossati dagli X-Men, è stato sviluppato dall'azienda americana Second Sight. Secondo i medici, la tecnica è in grado di restituire una vista 'di base', ma è ancora presto per pronunciarsi sull'esito dell'intervento.
Il trial punta ad aiutare le persone rimaste cieche a causa della retinite pigmentosa, una malattia progressiva che normalmente viene diagnosticata fin da bambini. Si stima che la patologia colpisca 20-25.000 persone solo in Gran Bretagna. Al momento i primi due pazienti a sperimentare l'occhio bionico, entrambi uomini sui 50 anni, riescono a vedere solo luci e ombre, ma i medici sono ottimisti. E secondo Lyndon da Cruz, chirurgo del team che ha eseguito l'operazione la scorsa settimana, si tratta di un trattamento "eccitante. Gli apparecchi sono stati impiantati con successo in entrambi i pazienti - spiega alla Bbc online - che ora si stanno riprendendo bene dall'operazione".
Nel trial sono inclusi malati statunitensi e di diversi Paesi europei. 'Chiave' della ricerca, l'occhio bionico battezzato Argus II - forse in memoria del fedele cane cieco di Ulisse - Un dispositivo che lavora attraverso una telecamera montata sugli occhiali: questa trasmette un segnale senza fili a un ricevitore elettronico ultrasottile e a un pannello di elettrodi impiantati nell'occhio e attaccati alla retina. Gli elettrodi stimolano, poi, i residui nervi retinici, permettendo al segnale di correre lungo il nervo ottico fino al cervello.
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