Cagliari, 26 apr. - (Adnkronos) - ''La Giunta regionale ritiri immediatamente la delibera 53/7 dello scorso 27 dicembre, con cui dispone il dimezzamento delle guardie mediche sul territorio isolano e del personale in esse impiegato''. Lo chiedono in una nota i consiglieri regionali della Sardegna di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, lanciando un appello alle forze sociali e ai cittadini delle zone interessate dai tagli al servizio di emergenza affinche' si oppongano alla decisione dell'esecutivo. ''La delibera e' un ciclone che minaccia di abbattersi sulle zone interne della Sardegna, quelle con il piu' alto tasso di spopolamento e con le maggiori difficolta' per gli spostamenti - spiegano i due consiglieri - Un gran numero di cittadini, soprattutto anziani, si ritrovera' materialmente impossibilitato a raggiungere i presidi di guardia medica, mentre i medici in servizio dovranno coprire un territorio piu' ampio e pertanto non riusciranno a soddisfare tempestivamente tutte le richieste di interventi domiciliari".
"Qui - aggiungono - non si parla soltanto dell'ennesima emergenza occupazionale che andra' ad investire l'Isola, la quale dovra' farsi carico di quattrocento nuovi disoccupati, cittadini sardi che perderanno il lavoro perche' cosi' ha deciso il governo regionale, ma della soppressione dell'assistenza sanitaria di emergenza in una vastissima parte della Sardegna''. ''E' bene allora dire chiaramente come stanno le cose, senza facili edulcoramenti che farebbero comodo soltanto a chi vuole schivare le responsabilita' delle proprie decisioni - concludono Diana e Liori - Ci sono delle persone che moriranno per colpa di questa delibera. Poche o tante, non ha alcuna importanza: adottando il piano di riordino delle guardie mediche, la giunta regionale ed in particolare l'Assessore alla Sanita', Nerina Dirindin, stanno mettendo in pericolo la vita stessa dei sardi. Per questo saremo al fianco di chiunque voglia opporsi a una decisione cosi' irresponsabile per tutelare il diritto all'assistenza medica, soprattutto in situazioni di grave emergenza, riconosciuto dalla Costituzione italiana ma non dalla giunta Soru''.
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