Bruxelles, 2 mag. - (Adnkronos/Aki) - Scattano da oggi nuovi dazi antidumping Ue su calzature cinesi, in gioco sono quelle importate attraverso l'ex colonia portoghese di Macao. Un territorio rientrato sotto giurisdizione cinese dal 1999 ma governato da leggi speciali come nel caso di Hong Kong.
I dazi imposti sono pari al 16,5% del valore delle scarpe, esattamente quanto già imposto alle calzature provenienti direttamente dalla Cina in vigore dall'aprile 2006. L'Ue continua a rifiutare al colosso asiatico lo status di economia di mercato in quanto sospetta il protrarsi di forti sovvenzioni statali ai produttori consentendo loro di produrre sottocosto, oltre a lamentare standard di lavoro molto inferiori a quelli europei.
Un'indagine della Commissione europea ha rivelato come i produttori cinesi, dopo l'applicazione delle sanzioni Ue, hanno sempre più trasferito soprattutto l'assemblaggio delle calzature a Macao, finora esente dai dazi in virtù del suo status speciale. Secondo Bruxelles, Macao ha iniziato a comprare "massicce quantità" di scarpe cinesi dopo l'inizio delle sanzioni Ue, il che, secondo la Commissione "dimostra che è stata avviata una massicca operazione di assemblaggio a Macao". In altre parole un trucco per aggirare i dazi comunitari. A confermare l'estensione dei dazi sono stati i ministri degli Esteri dei Ventisette lo scorso 29 aprile.
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