Roma, 3 mag. (Adnkronos/Ign) - La 'Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo', organizzata in Campidoglio a Roma, ''rappresenta un doveroso e significativo omaggio a quanti hanno sacrificato la vita per onorare la professione giornalistica e i suoi valori, dando testimonianza di coraggio personale, impegno civile e dedizione ai principi costituzionali di democrazia e libertà". E' quanto scrive il capo dello Stato Giorgio Napolitano al presidente dell'Unione nazionale cronisti Italiani Guido Columba.
L'evento, che si celebra in concomitanza con la 'Giornata internazionale della libertà dell'informazione' indetta dalle Nazioni Unite, costituisce "una occasione di riflessione sul ruolo essenziale dell'informazione e sul principio costituzionale su cui la libertà di informare si fonda''.
Nel messaggio, il presidente Napolitano esprime "i più sentiti auspici affinché l'esempio dei tanti giornalisti deceduti in aree di crisi e in zone di guerra costituisca parte essenziale di una memoria condivisa da trasmettere alle giovani generazioni."
"E' con gratitudine - scrive da parte sua il presidente del Senato Renato Schifani - che il nostro pensiero si rivolge a quanti tra i giornalisti hanno messo a rischio la vita e in particolare ai tanti, troppi, operatori dell'informazione caduti per mani mafiose o terroristiche: uomini che a occhi aperti hanno affrontato la morte per aprire gli occhi ai cittadini in nome della verità". "Il già difficile compito al servizio della verità, che è proprio dei giornalisti e tutelato dalla nostra Carta costituzionale - afferma il presidente del Senato - ha visto eroi civili affrontare con vera consapevolezza il rischio della vita".
Parla di ''eroi moderni'' il sindaco di Roma Gianni Alemanno (nella foto), intervenuto all'iniziativa di questa mattina nella sala della Protomoteca, in Campidoglio. "Considero i giornalisti d'inchiesta e vittime delle mafie e del terrorismo come eroi moderni, perché hanno portato all'attenzione dell'opinione pubblica profonde verità e fatti che venivano negati", dice il neosindaco. Secondo Alemanno, non c'è a oggi un'emergenza terrorismo ma bisogna fermare "le logiche di odio".
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