Roma, 5 mag. (Adnkronos Salute) - Dieta, sport, liposuzione, barrette e trovate di ultima generazione per togliere di dosso i chili in eccesso. L'ago della bilancia può anche perdere quota, ma le cose non variano quanto a numero di adipociti, ovvero di cellule del grasso che popolano il nostro organismo. Una ricerca del Karolinska Institute di Stoccolma mostra, infatti, che la quantità di queste cellule nemiche giurate della linea resta più o meno invariata in un adulto per tutta la vita, anche se, in un modo o in un altro, ci si riesce a liberare degli odiati chili in più.
Pubblicata su Nature, la ricerca svedese sembra suggerire che la differenza del numero di cellule di grasso tra le persone obese e magre si stabilisce durante l'infanzia e rimane tale per tutta la vita. A provarlo i numeri relativi a un centinaio tra bimbi, adolescenti e adulti di tutte le età. Tra questi, anche persone che per riconquistare la linea si sono sottoposte a bendaggio gastrico. Ebbene, il numero degli adipociti - spiegano i ricercatori guidati da Kirsty Spalding - resta invariato anche in adulti che sono diventati magri dopo aver buttato giù parecchi chili in eccesso.
Gli adipociti aumentano durante l'infanzia, ma poi si assestano nel corso dell'adolescenza raggiungendo un livello destinato a restare invariato con il trascorrere delle stagioni. Secondo gli studiosi, ciò dipende dal fatto che l'obesità è frutto sia della combinazione del numero delle cellule di grasso e della loro grandezza, sia dello stato degli adipociti, che nel corso della vita possono crescere o ridursi a seconda della quantità di grasso assorbita con il cibo.
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