Reggio Calabria, 7 mag. - (Adnkronos) - Pasquale Inzitari, arrestato questa mattina nel corso dell'operazione "Saline", fece approvare in una riunione di Giunta da lui presieduta quando era vicesindaco a Rizziconi (approfittando dell'assenza del primo cittadino) una variante d'uso di terreni su cui sorse il centro commerciale Porto degli Ulivi, di cui detiene una quota societaria. L'episodio risale all'estate 2000, tre giorni piu' tardi il Consiglio dei ministri sciolse l'amministrazione per infiltrazione mafiosa. Lo scenario e' stato illustrato nel corso della conferenza stampa a cui ha partecipato il procuratore capo Giuseppe Pignatone insieme ai dirigenti delle forze dell'ordine. "In ballo - ha detto - ci sono somme ingenti per le quali e' stato accertato anche l'interessamento di uomini politici".
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli imprenditori De Marte, Vasta, Inzitari e la societa' Devin spa hanno subito richieste estorsive da parte di esponenti della cosca Crea durante la costruzione del centro commerciale. In risposta sono stati chiamati i Rugolo e i gia' precari raporti tra le due cosche finiscono di incrinarsi fino alla rottura definitiva.
La societa' Devin spa ha partecipato all'operazione con una cifra pari a undici milionie 600mila euro, di cui la quota del 16% sarebbe riconducibile ad Antonino Princi, genero del presunto boss Rugolo vittima dell'attentato avvenuto dieci giorni fa a Gioia Tauro. Ma la societa' - che e' di proprieta' della Credi Suisse - sarebbe all'oscuro di tutto, hanno precisato gli investigatori.
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