Roma, 8 mag. (Adnkronos Salute) - I tumori non risparmiano i più piccoli. In Italia sono 16 mila gli adolescenti e i giovani adulti, tra i 15 e i 39 anni, che si ammalano ogni anno di cancro, circa 6.500 uomini e 9.400 donne, penalizzate soprattutto dalla forte incidenza del cancro al seno. Il dato positivo è però che si muore sempre meno: a distanza di cinque anni dalla diagnosi di tumore maligno è il 77% dei pazienti, il 71% degli uomini e l'80% delle donne, con valori di spravvivenza superiori alla media europea. E' la fotografia scattata dallo studio Istat-Istituto superiore di sanità (Iss), basato sui dati più recenti in materia (2002) e presentata oggi a Roma al convegno 'Quale futuro per i tumori negli adolescenti e nei giovani adulti' promosso oltre che da Iss e Istat, dall'associazione per la lotta ai tumori nell'età giovanile (Alteg).
I tumori dei giovani, hanno ricordato gli esperti, sono stati sottovalutati perché queste malattie sono normalmente legate all'avanzare dell'età. In effetti la maggior parte dei pazienti ha tra i 65 e i 75 anni. E se tra i 15 e i 29 anni si ammala una persona su 200, quando l'età cresce anche di poco, tra i 30 e i 39 anni, viene colpita una persona su 50. Un dato particolarmente influenzato dall'incidenza del cancro al seno nelle donne. Ma i numeri della malattia tra i più giovani restano comunque impressionanti: tra i 15 e i 39 anni, infatti, sono stati 2.168 nel 2002 i morti, di cui 1.032 gli uomini e 1.136 le donne. I dati Istat-Iss registrano una notevole diminuzione, negli ultimi anni, della mortalità per tumori tra i giovani, ridotta del 29% nei maschi e del 26% nelle femmine. Un calo che risulta particolarmente evidente se paragonato alla riduzione di decessi registrata dopo i 40 anni, cioè -18% negli uomini e -12% nelle donne.
Incoraggianti dunque i dati sulla sopravvivenza: a 5 anni dalla diagnosi il 77% dei pazienti è in vita. E i dati sono ancora più 'rosei' se si considera il dettaglio. Per i tumori del testicolo la sopravvivenza si attesta 96%, per i linfomi di Hodgkin si arriva fino al 93%, per i tumori della mammella all'84%, alla cervice uterina all'82%. "Il convegno di oggi - spiega Francesco Cognetti, direttore dell'oncologia medica A dell'Istituto Regina Elena di Roma - è dedicato alla memoria di Giorgio Ratti, presidente dell'Alteg, che tante energie ha dedicato al tema dei tumori giovanili".
Queste malattie "raramente - sottolinea - vengono considerate nella loro specificità. Invece credo sia necessario dargli il giusto spazio e la giusta dignità. Anche per gli aspetti particolari che riguardano la vita sociale e professionale di questi pazienti. Si tratta di persone che, fortunatamente, sempre più spesso guariscono, ma si portano dietro, nella loro vita, i 'segni' dei trattamenti soprattutto psicologici, che non sempre vengono affrontati adeguatamente. Per questo, oltre alla necessità di focalizzare l'attenzione dei ricercatori sulle terapie e sul miglioramento delle cure, è necessario - conclude Cognetti - porre l'attenzione sugli aiuti psicologici e sugli strumenti di reinserimento, sociale e lavorativo, da mettere a punto a favore di chi ha dovuto affrontare la malattia in un momento della propria vita che, in genere, è particolarmente delicato per la costruzione di un futuro familiare e di carriera".
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