Torino, 9 mag. - (Adnkronos) - Nessuna depenalizzazione della colpa professionale o modifiche alle attuali leggi che rendano il medico diversamente responsabile davanti alla legge di qualsiasi altro cittadino, ma una normativa specifica per la responsabilita' che consenta al sanitario che commette errori di essere giudicato non secondo norme generali di codici penali redatti 70-80 anni fa. Lo chiede la Sic, la Societa' italiana di chirurgia, in occasione dell'VIII convegno di Primavera, in programma oggi e domani alle Molinette di Torino che ha messo a punto un progetto di riforma della disciplina della responsabilita' medica che mira a modificare gli articoli 40 e 41 del codice penale e il consenso informato.
''Non vogliamo essere al di sopra della legge - ha spiegato Roberto Tersigni, presidente della Sic - ma chiediamo che sia eliminata l'alea interpretatoria ai processi per colpa medica, che sia ratificato l'obbligo di mezzo e non di risultato, che sia precisato il nesso di causalita' e che sia data la giusta dimensione al difetto di consenso che oggi puo' far sconfinare un atto terapeutico in un atto doloso''.
''La paura della magistratura- ha aggiunto il presidente del Convegno, Antonio Mussa - ci spinge a non voler rischiare e cosi', se di fronte a 10 pazienti destinati a morire, il medico con un gesto eroico puo' tentare di salvarne 1 o 2, con la legge vigente puo' scegliere di non rischiare evitando cosi' un atto di eccellenza, ma la medicina difensivista e' un danno non solo per il medico, ma anche per il paziente, per questo chiediamo di essere non al di sopra della legge, ma di essere giudicati in modo imparziale e oggettivo''. (segue)
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