Torino, 10 mag. - (Adnkronos/Ign) - In migliaia hanno partecipato al corteo 'Free Palestine' organizzato da un centinaio di sigle antagoniste per boicottare la presenza di Israele alla Fiera del Libro di Torino come ospite d'onore. Si è svolto in un clima di tranquillità e senza incidenti. A parte qualche fumogeno lanciato da alcuni manifestanti, il corteo infatti si è concluso solo a suon di slogan contro le forze dell'ordine schierate in massa in piazza Fabio Filzi (a circa 200 metri di distanza dal Lingotto, sede della Fiera), tappa finale della marcia pro Palestina, concordata con la Questura. Secondo gli organizzatori avrebbero preso parte alla manifestazione tra le otto e le diecimila persone. Cifra ridotta dalla Questura a circa 2.000 partecipanti.
Il corteo è partito poco dopo le 15 da Corso Marconi con in testa una enorme bandiera palestinese. Dietro diversi striscioni a sostegno della Palestina con scritte come "Boicotta Israele sostieni la Palestina", "I comunisti a fianco del popolo palestinese" e "Con la resistenza palestinese". Tanti poi gli slogan contro Israele e le bandiere, tra cui quelle dei Comunisti italiani e della pace. Ma tutta la sfilata è stata all'insegna della tranquilllità con momenti anche di silenzio come quando il corteo è passato davanti all'ospedale Molinette di via Genova.
Per precauzione, però, molti dei negozi lungo tutto il percorso del corteo (corso Marconi, via Madama Cristina, piazza Carducci, via Genova) hanno deciso di rimanere chiusi. I circa 1.000 agenti schierati nei punti 'sensibili' della città hanno vigilato con discrezione. Arrivato a Piazza Filzi, il corteo si è sciolto per ascoltare i rappresentanti dell'assemblea 'Free Palestine' che a turno hanno preso la parola per spiegare le ragioni del boicottaggio contro la presenza di Israele alla Fiera del Libro.
In piazza con i manifestanti c'era anche il leader del Pcl Marco Ferrando. "Sono sorpreso -ha sottolineato - dall'assenza degli stati maggiori della sinistra italiana, ma la trovo una cosa scandalosa che sia soltanto il Partito comunista dei lavoratori, nei fatti la forza più significativa e riconoscibile in questa manifestazione".
C'erano anche esponenti dell'Uda, l'Unione democratica arabo-palestinese. "Siamo qui -ha spiegato Shokri Hroub- per denunciare la legittima lotta della Palestina e chi legittima l'occupazione dello Stato di Israele. Se viene invitato alla fiera del Libro Israele per una normalizzazione morale è un'operazione molto pericolosa e chi ha promosso questa iniziativa non è per la pace ma è schierato a fianco di chi occupa".
Non è mancata la presenza dei dissidenti ebrei. "Siamo qui perché quello che Israele sta facendo in Palestina offende i palestinesi che sono perseguitati ma anche gravemente la nostra cultura ebraica che è tradizionalmente antinazionalista e internazionalista", ha commentato Giorgio Forti, professore emerito dell'Università di Milano e componente dell'associazione 'Ebrei contro l'occupazione'.
Prima della partenza del corteo, il presidente del Senato Renato Schifani, in visita alla Fiera, ha detto che se la manifestazione "dovesse essere pacata e civile rientrerebbe nell'alveo della costituzionalità. Ove si dovesse assistere a scene di violenza o a scene esecrabili di bandiere bruciate sarebbe da condannare e tutte le forze politiche, globalmente, di centrodestra e di centrosinistra ne dovrebbero prendere le dovute distanze".
Schifani ha poi spiegato che "abbiamo voluto significare con questa presenza innanzitutto la vicinanza del nostro Paese a Israele". Da tempo, infatti, ha proseguito il presidente di Palazzo Madama, "siamo impegnati perché Israele possa vivere in libertà e sicurezza" augurando "che questa grande iniziativa possa costituire un momento di dibattito culturale che ponga la centralità della convivenza tra le popolazioni mediando tra le varie sensibilità e rinnegando ogni forma di violenza e di radicalismo che non giova alla pace nel mondo".
In visita alla Fiera oggi anche Sandro Bondi ed Emma Bonino. Il ministro dei Beni culturali si è detto d'accordo "con le parole pronunciate dal presidente della Repubblica qui alla Fiera: la cultura è strettamente legata alla libertà e al dialogo e questi aspetti sono inscindibili fra loro". Dunque, sottolineando che "è un titolo d'onore per la Fiera del Libro aver invitato Israele", Bondi ha poi affermato di essere "felice" di fare la sua prima visita da ministro alla Fiera, "perché amo i libri e amo il loro profumo".
Mentre la Bonino riferendosi al corteo di oggi ha sottolineato: "Sulle manifestazioni non ho mai troppi problemi a patto che rispettino tre condizioni: siano non violente, non intralcino la vita cittadina e siano rispettose delle diverse posizioni e non ci siano negazioni nella storia".
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