Roma, 11 mag. (Adnkronos/Ign) - Scoppia la polemica politica dopo le dichiarazioni del giornalista Marco Travaglio (nella foto con Fazio) sul neo presidente del Senato Renato Schifani ieri sera nel corso della trasmissione 'Che Tempo che fa', su Rai Tre (Guarda il video). Dopo la bufera sul caso Grillo nel programma di Santoro, il Pdl attacca la tv pubblica e il conduttore Fabio Fazio, che si è dissociato in diretta, di aver permesso a Travaglio di diffamare il presidente del Senato, accusato dal giornalista di aver avuto rapporti con persone condannate per mafia.
''Ho lavorato insieme con Renato Schifani per due anni e so cosa pensa della criminalità organizzata - ha detto, tra gli altri, il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli - e soprattutto so quanto si è battuto nelle aule parlamentari per approvare provvedimenti legislativi per contrastarla''. ''L'attacco di ieri sera, utilizzando senza contraddittorio il mezzo televisivo pubblico - ha aggiunto -, è una vergognosa imboscata. Mi auguro che vi si possa porre riparo evitando almeno che episodi del genere si possano ripetere''. E Maurizio Gasparri ieri a caldo, come riporta il 'Corriere della Sera', ha attaccato il presidente della Rai Claudio Cappon minacciando ''conseguenze politiche''.
Anche dal Pd arriva la condanna di Anna Finocchiaro. Fuori dal coro invece Antonio Di Pietro che esprime ''solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti''. "Episodi - aggiunge l'ex pm - che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all'altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato". "Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro. Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente - conclude Di Pietro - vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore''.
Da parte sua Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21, ha mostrato apprezzamento per il comportamento di Fazio che ha dichiarato ''immediatamente la sua disponibilità ad ascoltare le repliche'' di Schifani. "Noi abbiamo sempre sostenuto - continua Giulietti - il diritto di qualsiasi cittadino, a maggior ragione del presidente del Senato, di rivolgersi ad ogni sede appropriata ogni qual volta si sente diffamato''. "Trovo francamente singolare - ha aggiunto - che a partire dalla trasmissione alcuni esponenti della destra si siano scagliati addirittura contro Fazio Fazio, Paolo Ruffini e il direttore generale Claudio Cappon".
Nel corso della trasmissione Travaglio ha detto: ''Mi domando chi sarà il prossimo presidente del Senato in questa parabola a precipizio, dopo Schifani c'è solo la muffa, probabilmente, il lombrico come forme di vita residue''. Poi, in un secondo momento, mentre Fazio continuava a prendere le distanze dalle sue dichiarazioni, il giornalista è tornato ad attaccare la seconda carica dello Stato. ''La gerarchia dell'informazione la decidono i politici - ha sottolineato - se il clima politico induce a rapporti di distensione tra l'opposizione e la nuova maggioranza, io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra, ma io devo fare il giornalista, io devo raccontarlo - attacca -. Lo ha raccontato Lirio Abbate nel libro che ha scritto con Gomez e viene celebrato giustamente come un giornalista eroico minacciato dalla mafia''.
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