Roma, 12 mag. - (Adnkronos) - "Un misto tra finzione e documentario. E' una sorta di viaggio nell'Italia di oggi". Cosi' Francesco Munzi, regista romano in partenza per la Croisette, racconta a "Cinecitta'News" la genesi del film "Il Resto della Notte", con il quale rappresentera' l'Italia alla Quinzaine di Cannes 2008. Da "Il Resto della Notte", che, secondo Munzi, si ispira in termini di struttura e di approccio al testo di Truman Capote, "A sangue freddo", emerge un Paese molto contraddittorio: "C'e' una borghesia che vive chiusa in una villa in cui si comunica poco sia con l'esterno che all'interno. Il mio e' un ritratto del ceto che comanda, che ha perso la capacita' di interpretare il reale e si e' chiuso nel proprio benessere, essendo anche incapace di goderselo".
"Fuori, invece -aggiunge Munzi- c'e' un mondo reale che pulsa, con il sottoproletariato estremo degli immigrati rumeni che nel film, e forse anche nella realta', si dibattono tra l'essere un po' servi o diventare briganti. In 'Il resto della notte' i rumeni rubano, ma non voglio affatto attribuire loro questo marchio, ne' volevo dividere i buoni dai cattivi. Mi identifico con tutti e con nessuno dei miei personaggi. Provo distacco e nello stesso tempo empatia nei loro confronti".
Alle dichiarazioni del direttore della Quinzaine 2008, cha definito il suo film molto politico, Munzi ribatte: "Il mio film ha una dimensione politica perche' sceglie di raccontare in modo estremo le contraddizioni del paese, senza offrire facili vie di uscita. Cosi' la mia opera provoca e non fa redimere nessuno. Lascia allo spettatore il compito di ragionare, e semmai alla politica di trovare delle soluzioni". Poi in riferimento alla selezione italiana alla manifestazione, aggiunge: "Sono strafelice non solo per il numero di film selezionati, ma anche per la loro qualita'".
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