(AGI) Nairobi - Nuovi attacchi contro i cristiani in Africa.
Una persona e' morta e dieci sono rimaste ferite, quattro in
modo grave, dall'esplosione di una granata lanciata in una
chiesa cattolica a Nairobi. Altri 20 morti in Nigeria. Lo ha
riferito la polizia. Secondo il quotidiano locale Daily Nation
l'attacco, che non e' stato ancora rivendicato, e' avvenuto
prima mentre iniziava la celebrazione della messa nella chiesa
Internazionale del Dio dei miracoli, nel distretto Ngara. Sei
feriti sono stati ricoverati nell'ospedale Guru Nanak mentre i
piu' gravi nell'ospedale Nazionale Kenyatta. Secondo alcuni
testimoni la bomba potrebbe essere stata sistemata sotto un
altare da uno degli assistenti alla funzione religiosa,
probabilmente quindi un complice degli attentatori.
L'attacco non e' stato rivendicato ma i sospetti sono
orientati sulla milizia somala Shabaab, legata ad Al Qaeda e i
cui miliziani si sono gia' responsabili di altre aggressioni
contro cristiani in Kenya. A marzo una persona rimase uccisa in
un simile attacco a Mombasa e successivamente nove persone sono
morte in un attacco alla stazione degli autobus di Nairobi. La
settimana scorsa l'ambasciata americana aveva avvertito i
propri concittadini in Kenya del pericolo attentati.
Venti cadaveri sono stati recuperati dopo gli attacchi nella
zona universitaria di Kano, la citta' nel nord della Nigeria
teatro nelle ultime settimane di numerosi attentati della setta
islamica Boko Haram. Lo ha riferito una fonte militare. Prima
e' stata udita una forte esplosione davanti all'aula di un
teatro utilizzato per celebrare funzioni religiose cristiane e
in quel momento affollato di fedeli. Testimoni hanno poi
raccontato di aver udito colpi d'arma da fuoco, il che lascia
pensare che l'esplosione abbia aperto la strada all'azione di
un commando armato. Secondo il quotidiano locale Leadership,
che cita l'Agenzia nazionale per la gestione dei disastri, le
esplosioni sono state tre, mentre il teatro era affollato di
studenti. Il portavoce dell'agenzia non ha pero' confermato che
gli attacchi abbiano causato morti. (AGI)
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