(AGI) Atene - La crisi del debito greca sembra ancora lontana
da una soluzione soddisfacente, per quanto nei giorni scorsi si
fosse parlato piu' volte di un'intesa quasi conclusa tra le
autorita' di Atene e i creditori privati. Se le basi
dell'accordo con banche e fondi, pronti ad accettare una
perdita nominale del 50% sui loro investimenti (ma equivalente
al 70% in termini reali), appaiono gettate il fronte piu' caldo
riguarda pero' il settore pubblico, con i governi dell'eurozona
che potrebbero essere costretti a spendere piu' del previsto
per il secondo pacchetto di aiuti. Il vertice dell'Eurogruppo
previsto per lunedi' prossimo e' stato infatti rimandato a data
da destinarsi nell'attesa che Atene dimostri in modo piu'
risoluto di voler attuare le riforme promesse.
Le incertezze riguardano pero' anche i numeri. Girano gia'
da settimane stime ufficiose secondo le quali l'ammontare del
nuovo piano di salvataggio approntato dalla 'troika' (Ue, Fmi e
Bce), attualmente stabilito a quota 130 miliardi, dovra' essere
aumentato di 15 miliardi per riportare il debito greco entro
limiti sostenibili.
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