(AGI) -Johannesburg - Si allarga ad altre multinazionali la
protesta dei minatori sudafricani partita un mese fa dai
dipendenti della Lonmin, multinazionale attiva nel settore del
platino, i quali chiedono un aumento salariale e che in seguito
a scontri con la polizia hanno visto morire 34 loro colleghi.
Mentre 10mila lavoratori della Lonmin stamane hanno dato vita
ad un corteo, la Gold Fields, uno dei piu' grandi produttori
d'oro del mondo, ha reso noto che 15mila suoi dipendenti in
Sudafrica hanno incrociato le braccia. "Non e' ancora chiara la
motivazione dello sciopero - hanno fatto sapere dall'azienda -
speriamo possa essere chiarita al piu' presto". La settimana
scorsa alcune sigle sindacali della Lonmin, avevano firmato un
accordo per la fine dello sciopero che prosegue da meta'
agosto. Tuttavia oggi la gran parte dei lavoratori si e'
rifiutata di tornare al lavoro. Diecimila di loro hanno
impugnato bastoni e machete e hanno dato vita ad una
manifestazione minacciando di uccidere chiunque tenti di
tornare al lavoro. Secondo alcuni testimoni, un minatore
sospettato di aver tentato di interrompere la protesta e' stato
inseguito per strada e picchiato. I minatori chiedono che la
loro paga base venga innalzata fino a 12.500 rand al mese
(circa 1.200 euro), il doppio di quanto percepiscono
attualmente. (AGI)
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