(AGI) - Trapani, 18 apr. - Una richiesta di condanna a 18 anni di reclusione e' stata formulata oggi dal Pubblico ministero della Dda di Palermo, Roberto Piscitello, per il boss trapanese Vincenzo Virga, imputato assieme al figlio Pietro dinanzi al Tribunale di Trapani, di associazione mafiosa ed estorsione. Per Pietro Virga il Pm ha sollecitato 16 anni di reclusione. Teste chiave dell'accusa e' l'imprenditore trapanese Mario Sucamele, che lo scorso anno ha iniziato a collaborare con la giustizia e ha parlato delle attivita' di Vincenzo Virga, arrestato sette anni fa dalla Squadra mobile di Trapani dopo una lunga latitanza. Nel corso del processo, Virga, collegato in videoconferenza, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni spontanee, sostenendo di non avere mai incontrato Mario Sucamele durante la latitanza. Anche il figlio del boss, pure collegamento dal carcere in cui e' detenuto, e' intervenuto per smentire alcune dichiarazioni di Sucamele riguardo a una presunta estorsione. -
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