(AGI) - CdV, 7 mag. - ''Pur di fronte alle difficolta' e alle divisioni, i cristiani non possono rassegnarsi ne' cedere allo scoraggiamento''. Lo ha detto Benedetto XVI nel discorso all'Udienza Generale di oggi, trasformata dalla presenza del patriarca degli armeni Karekin II in una coinvolgente celebrazione ecumenica. I cristiani, ha spiegato, ''devono perseverare nella preghiera per mantenere viva la fiamma della speranza e l'anelito verso la piena unita'. ''L'odierna sua presenza - ha aggiunto rivolto al patriarca - ci ravviva nella speranza della piena unita' di tutti i cristiani''. Secondo Benedetto XVI, ''questi giorni di immediata preparazione alla Solennita' di Pentecoste ci stimolano a ravvivare la speranza nell'aiuto dello Spirito Santo per avanzare sulla strada dell'ecumenismo''. ''Noi abbiamo la certezza - ha affermato - che il Signore Gesu' non ci abbandona mai nella ricerca dell'unita', poiche' il suo Spirito e' instancabilmente all'opera per sostenere i nostri sforzi tesi a superare ogni divisione e a ricucire ogni lacerazione nel vivo tessuto della Chiesa''. Dal giorno della discesa dello Spirito Santo sui discepoli riuniti nel Cenacolo, ha assicurato Benedetto XVI, ''la Chiesa e' sempre, per cosi' dire, in stato di Pentecoste, e non teme di annunciare il Vangelo sino agli estremi confini della terra''. Tra gli applausi dei 30 mila fedeli presenti il Pontefice ha poi ricordato ''l'indimenticabile visita che il Catholicos compi' a Roma nell'anno 2000, appena dopo la sua elezione, quando Giovanni Paolo II, gli consegno' una insigne reliquia di San Gregorio l'Illuminatore e in seguito si reco in Armenia per restituirgli la visita''.(AGI) -
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