(AGI) - Verona, 7 mag. - Saranno gli esiti dell'autopsia a chiarire alcuni aspetti ancora oscuri del pestaggio che ha causato la morte di Nicola Tommasoli, 29 anni, disegnatore industriale di Santa Maria di Negrar (Verona), ucciso a calci e pugni la notte del primo maggio. I cinque responsabili del pestaggio sono stati tutti arrestati e sono ora in carcere a Montorio dove attendono l'interrogatorio di garanzia fissato per domani. Raffaele Dalle Donne, Andrea Vesentini, Federico Perini, Nicolo' Veneri, Guglielmo Corsi, tutti tra i 19 e 20 anni, simpatizzanti dell'estrema destra e frequentatori dello stadio, sono chiusi in due celle e hanno confessato tutto al pm Francesco Rombaldoni che li ha subito sentiti dopo l'arresto. Dall'autopsia eseguita oggi sul corpo di Tommasoli sembra emergere, ma sono solo indiscrezioni, che nessun colpo e' stato mortale, neppure quei fatali calci in testa raccontati dai testimoni del fatto. Particolare importante questo perche' potrebbe influenzare la scelta del capo d'accusa, cioe' omicidio preterintenzionale oppure omicidio doloso o volontario. Intanto si mobilita la citta' con diversi appuntamenti per i prossimi giorni: domani consiglio comunale straordinario con la presentazione di una mozione in cui si prevede che il Comune si costituisca parte civile nel processo, venerdi' scenderanno in piazza i sindacati, sabato sara' la volta della sinistra radicale con i centri sociali. La ricostruzione dei fatti e' ancora tutta da definire dalla polizia. I cinque aggressori infatti stanno fornendo versioni diverse dell'accaduto pur non sottraendosi alle proprie responsabilita'. Nelle prossime ore qualche interrogativo sara' chiarito ma le indagini sono lungi dall'essere chiuse. -
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