(AGI/REUTERS) - Indianapolis, 7 mag. - Forte della netta vittoria in North Carolina e della sconfitta di stretta misura nell'Indiana, Barack Obama ha fatto capire di considerarsi ormai il vincitore della nomination democratica. "Stanotte ci mancano appena 200 delegati per assicurarci la nomination democratica alla presidenza degli Stati Uniti", ha dichiarato davanti a migliaia di sostenitori festanti a Raleigh, in North Carolina, "in autunno vogliamo marciare come un unico Partito democratico, unito da una visione comune per questo Paese". "Poiche' siamo tutti d'accordo - ha aggiunto - che in un momento cosi' decisivo, con due guerre, un'economia nei guai, un pianeta in pericolo, non possiamo permetterci di lasciare a John McCain la possibilita' di servire il terzo mandato di George W. Bush". Ma lo staff di Hillary non molla: "E' da parecchio tempo che cercano di aggiudicarsi questa nomination passando sopra alla volonta' degli elettori ma no ha funzionato", ha detto la portavoce Mo Elleithee, c'e' una cosa buffa in democrazia, agli elettori piace dire la loro". Gli analisti giudicano l'esito di questo nuovo Supermartedi' di primarie come favorevole a Obama, che avrebbe aggiunto altri quattro delegati al suo vantaggio e secondo la Msnbc ne ha ora 1.876 contro i 1.729 dell'ex First Lady. Con solo sei Stati che devono ancora votare, il senatore dell'Illinois e' praticamente irraggiungibile nel numero di delegati, anche se a decidere la convention di Denver sara' il voto degli 800 superdelegati, i dirigenti e i padri nobili del partito che non hanno vincoli verso i candidati. (AGI) -
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