(AGI) - Palermo, 8 mag. - Ha respinto le accuse e quando ha dovuto ammettere alcune circostanze, come l'omissione di alcune fatture e le donazioni da parte di genitori, ha detto che non si puo' parlare di peculato o truffa. Quei soldi sarebbero stati utilizzati per fini pubblici e per il suo reparto. Anche riguardo la piu' incresciosa accusa di pedopornografia, gli mms si riferiscono a una relazione sentimentale con una donna, "nell'ambito della quale era coinvolta anche una minore", la figlia tredicenne, "ma con questa c'era solo una relazione virtuale e non si sono mai incontrati". Nel lungo interrogatorio durato circa quattro ore, il cardiochirurgo Carlo Marcelletti, da ieri agli arresti domiciliari per truffa, concussione e peculato e indagato anche per possesso di materiale pedopornografico, in relazione ad alcuni mms e sms scambiati con una tredicenne, ha cercato di confutare gli addebiti pur ammettendo circostanze. Respinge innanzitutto le accuse di peculato e truffa: "Ha ammesso di non avere emesso qualche fattura - ha detto ai giornalisti il legale Roberto Tricoli, nella palazzina principale dei nuovi uffici giudiziari di Palermo dove il medico e' stato sentito dal gip Pasqua Seminara, alla presenza dei suoi difensori e del pm Fabrizio Vanorio - ma e' troppo poco per fondare degli elementi certi. Stiamo redigento una perizia sui conti della Onlus, Abc, l'Associazione per la cura del bambino cardiopatico, per dimostrare che le somme sono state utilizzate per fini pubblici". Anche le donazione ricevute dalle famiglie "sono state usate per il reparto e non si puo' parlare di malversazioni se le somme si usano per fare, ad esempio, una cena per sette persone". Marcelletti avrebbe parlato anche di donazioni libere fatte da persone che volevano ringraziare il professor Marcelletti, "provato e commosso, ma sereno", ha detto il legale, che parla di "momento difficile per l'uomo", tornato agli arresti domiciliari dove e' atteso da una folla di famiglie che manifestano sotto casa sua per solidarieta'. -
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