(AGI) - Berlino, 11 mag. - La tentazione di emanare leggi sempre piu' restrittive in fatto di protezione dell'Ambiente rischia di portare a una eco-dittatura. In un'intervista al domenicale 'Bild am Sonntag' il Commissario all'Industria e vice presidente della Commissione europea, Guenter Verheugen punta il dito contro gli eccessi della cultura ecologista. "Per i prodotti che consumano energia", ha detto, "si possono applicare gia' oggi requisiti minimi e chi non li rispetta deve essere escluso dal mercato. Voglio che i consumatori siano informati, ma non ci devono essere divieti. C'e' gia' gente che parla di un'eco-dittatura". Un rischio che, secondo Verheugen non e' affatto astratto. "Vedo con crescente disagio", ha aggiunto, "i legislatori emanare in ogni settore sempre nuove norme che interferiscono nella abitudini private di vita dei cittadini. Ci stiamo avvicinando ad una situazione che definirei di 'regolamentazione del lifestyle'. A me non piace una societa' in cui alla gente viene prescritto come deve vivere tra le pareti domestiche. Non dobbiamo arrivare ad interdire i cittadini". Il vice presidente della Commissione europea condanna anche la richiesta del Parlamento europeo di disciplinare la pubblicita' delle auto con un riferimento alle emissioni di CO2. "Dico che adesso basta", ha detto Verheugen, "giu' le mani dalla pubblicita'. Nel caso della nicotina e dell'alcol esistono buone ragioni per limitare la pubblicita', ma questo non vale certamente per le auto. Posso gia' immaginare dove si arrivera': a superfici pubblicitarie ricoperte per meta' dalla scritta 'Viaggiare in auto uccide gli orsi polari!". Verheugen conferma la necessita' di ridurre di un quarto, a 120 grammi per chilometro, le emissioni di anidride carbonica delle nuove vetture, ma ritiene che cio' sara' realizzabile solo a partire dal 2015 e non entro il 2012, come richiesto dalla Commissione europea. "L'industria automobilistica europea", ha spiegato, "puo' raggiungere senza difficolta' questo limite a partire dal 2015. La Commissione europea deve rendersi conto che si deve arrivare a un compromesso, per questo dico che non ha senso andare a sbattere con la testa contro il muro. In ogni caso l'ultima parola spetta al parlamento europeo". (AGI) .
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