(AGI) - Roma, 24 lug. - Non fu un "crimine di guerra" l'omicidio del funzionario del Sismi Nicola Calipari, avvenuto a Baghdad il 4 marzo del 2005, mentre l'agente cercava di riportare in Italia la giornalista del 'Manifesto' Giuliana Sgrena, appena liberata dopo un mese di prigionia in Iraq. Lo sottolinea la prima sezione penale della Cassazione spiegando perche', il 19 giugno scorso, ha deciso di confermare la sentenza con cui la Corte d'assise di Roma, nell'ottobre 2007, aveva dichiarato il non doversi procedere nei confronti del soldato Usa Mario Luis Lozano, che sparo' sull'auto dove Calipari, Sgrena e un altro funzionario del servizio segreto militare viaggiavano, "per carenza di giurisdizione". .
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