(ASCA) - Roma, 11 apr - In Italia si beve sempre piu' fuori
pasto, mentre spariscono dalla tavola i bicchieri di vino a
pranzo e a cena. La fotografia scattata dall'Istat nel
rapporto sull'uso e l'abuso di alcol mostra un cambiamento
preoccupante del modello di consumo tradizionale tra gli
italiani, che fanno sempre piu' ricorso allo 'sballo'
alcolico lontano dai pasti. E sono proprio i giovani a
dimostrarsi i consumatori meno consapevoli. Lo afferma la
Confederazione italiana agricoltori, alla vigilia della
Giornata mondiale per la prevenzione dai rischi legati
all'abuso di alcol.
''Mentre sale fino al 15,1 per cento il numero dei giovani
tra i 18 e i 24 anni 'affezionati' al 'binge drinking' (la
pratica dannosa di bere sei o piu' bicchieri di bevande
alcoliche in un'unica occasione), continua a scendere -
sottolinea la Cia - la quota di consumi di vino tra gli
italiani, che nel 2011 perde un ulteriore 1 per cento. Si
tratta di una flessione debole che pero' conferma la tendenza
al ribasso che va avanti da anni e che ha visto calare il
consumo pro capite di 12 litri negli ultimi 15 anni, passando
da 55 a 43 litri''.
''Il vino - spiega la Cia - ha pagato negli anni l'effetto
di una condanna indiscriminata del bere, che non ha saputo
distinguere tra la sana abitudine del bicchiere di vino a
pasto, che notoriamente fa bene alla salute, con l'abuso di
alcolici. Va assolutamente smentito questo messaggio errato
con un cambiamento della comunicazione che educhi a una
degustazione consapevole e moderata, che condanni lo
'sballo', ma non il consumo moderato e consapevole di vino,
che consumato a pasto e' da considerare in tutto e per tutto
un alimento 'principe' della nostra dieta mediterranea, nota
in tutto il mondo per le sue caratteristiche di qualita' e
salubrita'''.

