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    Alimenti: troppo fosforo 'intasa' i reni, occhio a bibite e surgelati

    Milano, 14 feb. (Adnkronos Salute) - Non c'è bambino che davanti a un piatto di pesce non se lo sia sentito ripetere: "Mangialo, che con il fosforo diventi più intelligente". Un falso mito, che per di più rischia di essere pericoloso se i reni non funzionano al 100%. Il monito arriva dagli esperti della Società italiana di nefrologia (Sin) e della Fondazione italiana rene (Fir), in vista della Giornata mondiale del rene in programma l'8 marzo. Gli specialisti avvertono: "Una dieta troppo ricca di fosforo peggiora le condizioni dell'organo filtro del nostro organismo, aumentando il danno renale e le probabilità di attacchi cardiovascolari, e neutralizzando l'effetto dei farmaci assunti dai pazienti con ridotta funzionalità renale". I medici invitano a non esagerare con alimenti troppo proteici come la carne o i formaggi, ma soprattutto a fare attenzione al "fosforo nascosto" contenuto come conservante o insaporitore in insaccati, soft drink e cibi surgelati.

    Occhio dunque all'etichetta: "Nell'arco di una giornata si consiglia di non superare i 1.000 mg di fosforo. Un grammo è la massima dose raccomandata nelle 24 ore per questo elemento", spiega Diego Brancaccio, presidente Fir. La nuova avvertenza si fonda su uno studio tutto italiano, pubblicato sul 'Journal of the American Society of Nephrology' e segnalato da un editoriale di 'Nature Reviews Nephrology'. Le analisi, su 331 pazienti con insufficienza renale, sono state condotte dal gruppo di Carmine Zoccali (past presidente Sin, direttore di Nefrologia a Reggio Calabria e responsabile dell'Unità Cnr associata allo stesso reparto), in base allo studio 'Rein' ideato e realizzato da Giuseppe Remuzzi, coordinatore ricerca all'Istituto Mario Negri di Bergamo e primario nefrologo agli ospedali Riuniti della città orobica.

    Gli studiosi hanno dimostrato che elevati livelli di fosforo nel sangue rappresentano un fattore di rischio indipendente per la progressione dell'insufficienza renale. L'allarme rosso scatta "superati i 4,5 milligrammi di fosforo per decilitro di sangue", precisa Brancaccio. Basta infatti una lieve riduzione della funzionalità renale perché gli organi depuratori del nostro corpo non riescano a smaltire l'eccesso di fosforo. Che finisce così per 'intasare' i reni.

    In Italia si stima che un adulto su 7 (il 13%) soffra di un grado di insufficienza renale moderata, ossia di una funzione renale dimezzata o più che dimezzata rispetto alla norma. "Ma per rischiare un sovraccarico di fosforo è sufficiente che i reni funzionino al 70-80%", puntualizza Rosanna Coppo, presidente Sin. "Normalmente il fosforo che introduciamo con la dieta viene eliminato dai reni attraverso le urine - ricorda Brancaccio - ma se il rene non funziona al meglio, e il fosforo assunto è troppo, questo elemento finisce per accumularsi". Il risultato è che "la malattia renale peggiora e aumenta moltissimo il rischio di infarto e ictus", riassume Coppo. Non solo: "Viene vanificato l'effetto di farmaci nefroprotettori come gli Ace-inibitori", aggiunge Brancaccio.

    Over 60, obesi, fumatori, ipertesi, diabetici, persone con precedenti di malattia renale in famiglia, o che abusano di farmaci antinfiammatori. Se finora erano queste le categorie ritenute più a rischio di sviluppare insufficienza renale cronica, 'anticamera' della dialisi e del trapianto, dopo lo studio multicentrico italiano alla lista bisogna aggiungere anche gli iper-consumatori di fosforo. Ed esagerare non è difficile, segnala Brancaccio: "Molto spesso, infatti, la carne, i formaggi conservati, le comuni bibite e i surgelati vengono addizionati di sali di fosforo utilizzati per migliorare la conservazione o aumentare il sapore dell'alimento".

    Sono questi, in sintesi, i cibi ai quali dovrebbe fare attenzione chi non ha i reni 'al top'. Al contrario, afferma Zoccali, "diete povere di fosforo (circa 600-700 mg al giorno) potrebbero essere utili per proteggere i reni nei nefropatici. Lo stesso effetto potrebbe essere ottenuto con farmaci che impediscono l'assorbimento del fosforo, ma l'ipotesi deve essere valutata in nuovi studi clinici" ad hoc. Ciò che invece è già stato accertato dalla scienza è che il tormentone della nonna va preso con le pinze: "Il fosforo non ci fa diventare più intelligenti, piuttosto rischia di farci invecchiare prima", chiosa Brancaccio.

    Per approfondire visitaAdnkronos
     
    • Un utente Yahoo!  •  3 mesi fa
      ma allora è diventato un vizio..: troppo zucchero fà male, troppo sale fà male, troppo ferro fà male, adesso il fosforo. Ma è logico, tutto il "troppo" fà male, ma anche questi troppi ripetitivi articoli non è che facciano TROPPO bene, appunto............................ciao&poco.
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