(ASCA)- Roma, 7 mag - A scrutinio in corso e prendendo a
riferimento le tendenze elettorali nei capoluoghi in cui si
e' votato, la tornata delle Amministrative sembra dare
indicazioni precise. Il temuto exploit del Movimento 5 stelle
di Beppe Grillo c'e' stato e ha dimensioni inattese: quasi
dappertutto oltre il 10% dove si e' presentato, con il caso
clamoroso di Parma, dove il ''grillino'' Federico Pizzarotti
andra' al ballottaggio del secondo turno con oltre il 18%. Il
medesimo obiettivo e' apparso nel primo pomeriggio possibile
anche per Paolo Putti, a Genova, con percentuali oltre il
15%.
Che questa sia una delle novita' lo si e' capito dal tono
mutato con cui i commentatori in tv hanno iniziato a
rivolgersi ai grillini. A un Marcello Sorgi che su la7
irrideva al fenomeno (''vedremo come attueranno i loro
programmi sugli orti di caseggiato''), Gad Lerner consigliava
di prendere sul serio quanto stava accadendo e di iniziare
''a non identificare piu' i grillini con l'antipolitica''.
Sta infatti accadendo quanto capito' alla Lega Nord vent'anni
fa: l'antipolitica si trasforma in politica nel momento in
cui entra a fare parte delle istituzioni. E il fenomeno del
mutamento di pelle, proprio come accaduto al Carroccio,
potrebbe essere ancora piu' evidente con l'entrata del
Movimento 5 stelle alla Camera. Preoccupanti sono inoltre i
tassi di astensione (poco piu' del 55% i votanti a Genova)
che la presenza dei grillini potrebbe aver addirittura
contenuto.
Il secondo dato riguarda la flessione del Pdl, che in
qualche caso scompare dalla contesa, come a Palermo, dove al
ballottaggio andranno Leoluca Orlando (Idv), che ha rotto
polemicamente la coalizione di centrosinistra per l'appoggio
piddino al governo della Regione Sicilia guidato dal
governatore Raffaele Lombardo, e Fabrizio Ferrandelli,
candidato del Pd che ha vinto le primarie. Bisognera' inoltre
verificare se il calo di consensi riguarda anche la Lega
Nord, a parte l'ottima conferma del sindaco Flavio Tosi a
Verona con oltre il 55%.
Il Pdl invita intanto a non dare giudizi affrettati e
segnala in un comunicato che ''al momento, su 26 Comuni
capoluogo, 3 a noi, 4 alla sinistra, 1 alla Lega e 18 ai
ballottaggi''. Da qui l'avvertenza a non fare ''un'analisi
centrata solo su pochissime realta'''. Ma il segretario
Angelino Alfano, in conferenza stampa, ammette che ''si e'
trattato di sconfitta'', seppur ''non di catastrofe''.
Aggiungendo, in riferimento al sostegno al governo Monti, che
''come Pdl paghiamo un prezzo per il bene dell'Italia''. Il
dato di Palermo, dove il candidato del Pdl aveva l'appoggio
dell'Udc, e' comunque una spina per il partito di Silvio
Berlusconi e Angelino Alfano. Non si sfugge infatti alla
sensazione che gran parte dell'elettorato di centrodestra
abbia finito per votare Orlando, che tocca il 46%. Incolore
e' il risultato di Udc, Fli e Api, che spesso non si sono
presentati neppure tutti insieme nella stessa lista (Palermo
docet). E a commentare il risultato ci pensa Lorenzo Cesa,
segretario dell'Udc (ma non Pier Ferdinando Casini),
riconoscendo l'errore palermitano nella scelta del candidato,
la sconfitta per via dell'appoggio piu' convinto a Monti e
facendo intendere che per la ''casa dei moderati'' (il nuovo
polo lanciato dieci giorni fa) bisognera' rivolgersi
soprattutto nel serbatoio di un centrodestra ''ormai
disarticolato''.
Per quanto riguarda il Pd, bisognera' attendere lo
scorporo dei voti di lista, che potrebbero attribuirgli la
conferma di essere il primo partito italiano in quanto a
percentuali di voto. Resta pero' insoluto il problema delle
alleanze. Dal voto amministrativo sembrano premiati i
rapporti con Sel di Nichi Vendola e Idv di Antonio Di Pietro,
essendo per altro molto limitati gli esperimenti di alleanza
con Udc e Terzo Polo.
Pier Luigi Bersani comunque non demorde dall'idea, come ha
spiegato in una intervista al ''Corriere della Sera'' di
questa mattina, in cui ha commentato l'esito del voto
francese, che da qui alle politiche del 2013 possa prendere
forma un'alleanza inclusiva di Vendola e Terzo Polo non
chiusa a priori all'Idv. Molto dipendera' pero' dalla legge
elettorale con cui si andra' a votare. Nella conferenza
stampa sul voto amministrativo, il segretario del Pd punta
l'attenzione piu' sul risultato che sulle prospettive: ''Il
dato di fondo e' la preoccupazione, la rabbia diffusa tra i
cittadini. Una parte di questo sentimento si e' orientata
verso un centrosinistra di governo, una parte verso Grillo.
Per il Pdl e' uno tsumani''. Bersani tende la mano pure ai
grillini: ''In loro c'e' una componente forte di protesta ma
sono sicuro che ai ballottaggi, messi di fronte alla scelta
di chi governa, ci potra' essere un certo riripensamento''. Il dialogo iniziera' con il ballottaggio a Genova?


