MOSCA - Un Vladimir Putin serio, a tratti visibilmente triste e commosso, ha ceduto oggi le chiavi del Cremlino al successore Dmitri Medvedev, in attesa di riceverne domani quelle della 'Casa bianca', l'edificio che ospita il governo russo. La cerimonia e' stata solenne quanto inedita: Boris Ieltsin fu il primo presidente di una Russia ancora sovietica, e si era dimesso da tre mesi quando Putin venne eletto. Non ci fu allora un passaggio di consegne, come non ci fu nel 2004, segnato da una trionfale riconferma. Ma la scenografia era la stessa dell'investitura del 2004, a conferma di una continuita' politica piu' volte ribadita. Putin ha tenuto un discorso d'addio brevissimo, nel quale ha rivendicato con orgoglio di avere mantenuto il giuramento di fedelta', trasparenza e onesta' nel servire i cittadini e lo stato. Ha poi chiesto ai 2.4000 invitati presenti - fra cui i capi delle rappresentanze diplomatiche e delle maggiori confessioni religiose del paese - e ai russi che seguivano l'evento in diretta televisiva di sostenere il nuovo leader del Cremlino, augurandogli buona fortuna. Piu' articolato il discorso del neo-presidente Medvedev, che ha messo l'accento sulla priorita' da lui data all' ''ulteriore sviluppo delle liberta' civili ed economiche nel paese''. Ha poi sottolineato il ruolo fondamentale dello stato di diritto e di un reale rispetto della legge, contro ''il nichilismo giuridico'' che prevale oggi. Ha infine promesso di fare de suo meglio ''perche' la sicurezza dei cittadini non sia garantita solo dalla legge, ma sia di fatto assicurata dallo stato'', ringraziando il predecessore ''per il sostegno che ho sempre sentito e che spero continuero' a sentire''.. Nel gelo di una giornata tornata improvvisamente invernale, i due hanno poi ricevuto in cortile l'omaggio delle guardie presidenziali, in cappotto nero lungo Putin, con un giubotto corto di taglio moderno Medvedev, d'altro canto il piu' giovane capo di stato russo dai tempi dello zar Nicola II.. Il passaggio delle consegne, simbolicamente ineccepibile, non elimina gli interrogativi posti da quella che i giornali hanno ribattezzato la 'tandemocrazia': Putin, oltre che premier, e' anche il leader del partito di maggioranza assoluta Russia unita, che ha sostenuto Medvedev, e gli osservatori sono concordi nel ritenere che una consistente parte del potere finora accentrato al Cremlino passi piu' a monte del fiume Moscova. Alla 'Casa bianca' Putin portera' con se' , non a caso, la penna regalatagli da Ieltsin come simbolo del passaggio di poteri. Un oggetto forse piu' evocativo di quelli debitamente consegnati a Medvedev. (ANSA)
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