ROMA - ''Alleanza Nazionale ha saputo vedere giusto. Ma con serena consapevolezza dobbiamo dare atto a Berlusconi e Bossi di avere avuto lungimiranza politica e capacita' di comprendere che era il momento, che quella del Pdl era l'unica possibilita' di dare una alternativa ad un'Italia che voleva liberarsi non solo dai fallimenti del governo Prodi ma dall'inguaribile complesso di superiorita' della sinistra sulla societa' italiana, che invece aveva bisogno di cose diverse''. E' uno dei passaggi centrali del discorso di Gianfranco Fini all'assemblea nazionale di An.
Fini da' atto agli alleati di aver colto il giusto momento politico per dar vita al Pdl ma rivendica anche la capacita' di Alleanza Nazionale di aver fatto le giuste scelte, fin dal passato con la svolta di Fiuggi e ora con il Popolo della liberta'. ''Adesso abbiamo certamente davanti cinque anni di una nuova legislatura - afferma Fini definendo solida la maggioranza -. Oggi lo possiamo dire, ma ci sono stati momenti in cui era lecito avere timori, perche' bisogna convincere e convincersi. Abbiamo sentito ironie, cattiverie, malizie. Eppure abbiamo visto giusto''.
EMOZIONE PER ULTIMA RELAZIONE - ''Questa e' la mia ultima relazione da presidente del partito. Lo dico con emozione non solo personale per i risultati elettorali e per quello che il partito si accinge a fare nei prossimi mesi''. Con queste parole Gianfranco Fini ha aperto l'assemblea nazionale di An dicendo grazie agli elettori che hanno consentito i recenti successi della destra, grazie alla classe dirigente del partito e ''ricordando coloro che non sono presenti per vivere questa giornata, penso a Pinuccio, Marzio, Nicola, Almerigo e tanti altri''. Dopo 21 anni, Fini si appresta a passare il testimone al 'reggente' La Russa che affiancato dall'ufficio politico e da un nuovo esecutivo, dovra' traghettare An nel Pdl.
GENTE HA CAPITO SFIDA PDL PRIMA DI QUALCHE DIRIGENTE - ''C'e' un unico sassolino che mi tolgo dalle scarpe nel momento in cui passo il testimone, un'unica puntura di spillo: oggi mi voglio prendere il piccolo lusso di dire che la nostra gente ha capito la grande sfida politica del Pdl molto prima di qualche dirigente che ne ha compreso l'importanza solo dopo aver avuto la sicurezza di essere incluso nelle liste o di avere avuto posto al governo''. E' uno dei passaggi del discorso di Gianfranco Fini all'assemblea nazionale di An.
NON SIAMO PIU' FIGLI DI UN DIO MINORE - ''Parlare della mia elezione alla presidenza della Camera e' per me la parte piu' difficile della mia relazione, quella che mi mette piu' in imbarazzo perche' riguarda la mia persona'', ammette Gianfranco Fini quando arriva a parlare della sua elezione alla terza carica dello Stato, dopo avere elencato i successi della vittoria elettorale di aprile, della vittoria di Alemanno a Roma e della presenza della destra nella squadra di governo. ''E' stato detto ed e' vero che con la mia elezione alla presidenza di Montecitorio finisce il dopoguerra - afferma Fini - ma quello che e' accaduto e' per noi qualcosa di maggiore e di diverso. Ricoprire la terza carica dello Stato quando si e' consapevoli di essere uomo di parte puo' far dire che e' finito il dopoguerra, ma per noi e' anche l'ultimo atto di una intuizione politico-culturale che e' stata alla base della svolta di Fiuggi. Rileggetevi quelle pagine. Il nostro obiettivo, e lo abbiamo centrato, era di mostrare che con il consenso degli elettori saremmo riusciti a far venire meno la nostra minorita' ''. ''Per noi - dice ancora Fini - non e' solo finito il dopoguerra. Abbiamo anche ricomposto una frattura, superato un fossato, non siamo piu' figli di un dio minore, abbiamo riportato la destra ad essere centrale''.
PDL E' COMPIMENTO STRATEGIA DI FIUGGI - Gianfranco Fini sprona il suo partito, prima di passare la guida di An al reggente Ignazio La Russa, affiancato dall'ufficio politico e da un nuovo esecutivo, a ''non fermarsi in corso d'opera nella costruzione del Pdl''. ''Sono convinto che le condizioni per la nascita del nuovo partito ci siano tutte - afferma Fini - c'e' la volonta' degli amici di Forza Italia e di Berlusconi in primo luogo''. ''Chiedo a voi di lavorare con convinzione - prosegue Fini - perche' il Pdl e' il compimento della strategia di Fiuggi. Alleanza Nazionale del '94 altro non e' che il Pdl del 2008. Gia' da allora An era una coalizione di popolo. Quello di oggi per noi e' l'ultimo atto e dobbiamo camminare perche', attraverso la nascita del Pdl, si compia l'ultimo tratto di strada e si crei un grande punto di riferimento nel Paese maggioritario e fondato sui nostri valori''.
FINI, AFFIDA REGGENZA A LA RUSSA E A UFFICIO POLITICO - ''Il compito del partito e' segnato e io affido a La Russa la reggenza perche', affiancato dall'ufficio politico composto da Alemanno, Ronchi, La Morte, Matteoli e Gasparri, cioe' il gruppo dirigente degli ultimi due anni, ed immeditamente affiancato da un esecutivo nominato da La Russa procedano per dar vita al Popolo della Liberta' ''. Lo ha detto Gianfranco Fini parlando all'assemblea nazionale di An. ''La mia ultima direttiva, prima di passare le consegne - ha aggiunto Fini - e' che la scrittura dello statuto e delle regole e l'individuazione dei luoghi delle decisioni politiche e della classe dirigente non sia una operazione di vertice ma coinvolga la nostra gente, alla quale bisogna far capire perche' si chiede un passaggio ulteriore. La nascita del Pdl non puo' essere una fusione a freddo, come e' stato per il Pd''.
LA RUSSA, AN NON SARA' OSPITE IN CASA D'ALTRI - ''Non si puo' essere ospiti in casa d'altri. Se lo mettano tutti in testa: questo non succedera' mai. An vuole parita' di diritti e parita' di impegno''. Lo mette in chiaro Ignazio La Russa, appena nominato reggente di Alleanza Nazionale da Gianfranco Fini, che all'assemblea nazionale di An ha passato il testimone della guida della destra a La Russa, affiancato dall'ufficio politico e da un nuovo esecutivo. ''Comunque noi seguiremo i tuoi consigli - ha aggiunto La Russa rivolgendosi a Fini - perche' non sei dall'altro capo del mondo. Avrai un tuo ruolo del Palazzo, ma avrai sempre nel cuore cio' che noi abbiamo nel cuore: il rafforzamento della nostra identita' e dei nostri valori in qualunque soggetto politico, meglio se piu' forte e piu' vincente'' ''Non ho difficolta' ad accettare il mio ruolo che non chiamo di reggente ma di primus inter pares perche' comunque Fini resta il leader del partito, il nostro capo''. Sono le parole con le quali Ignazio La Russa accetta la proposta di Gianfranco Fini di guidare il partito dopo l'elezione del leader di An alla presidenza della Camera. ''Il nostro ruolo non sara' un ruolo notarile di liquidazione, avremo un ruolo di levatrice di un nuovo soggetto politico'', ha concluso.
PDL? CERTO PRIMA EUROPEI 2009 - Quali sono i tempi della nascita del Pdl? ''Quelli della politica. Ma penso che il nuovo partito possa nascere prima delle Europee 2009'', risponde Ignazio La Russa, che ha appena ricevuto la 'reggenza' di An da Gianfranco Fini, che dopo 21 anni lascia la guida del partito in seguito alla sua elezione alla presidenza della Camera.
ASSEMBLEA NAZIONALE APPROVA A UNANIMITA' REGGENZA LA RUSSA - L'assemblea nazionale di An ha approvato all'unanimita' il passaggio delle consegne che, dopo l'elezione di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera, su proposta del leader di An vede Ignazio La Russa diventare 'reggente' del partito, con il compito di traghettare la destra nel Pdl, dopo un ultimo congresso entro i primi mesi del 2009. Ad affiancare La Russa ci sara' l'ufficio politico e un nuovo esecutivo. Dopo l'approvazione i flash dei fotografi hanno immortalato Gianfranco Fini sorridente in mezzo ai colonnelli ai quali ha affidato il ruolo di guida del partito. (ANSA)
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