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    Arte: Settis, mai visto il Crocifisso attribuito a Michelangelo

    Roma, 20 feb. (Adnkronos) - Mai visto ne' attribuito. Questa, in sostanza, la posizione dell'archeologo e storico dell'arte Salvatore Settis, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali all'epoca dell'acquisto del Crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo da parte del Mibac. Settis, in una lettera pubblicata dal 'Corriere della Sera' spiega perche' il 18 novembre del 2008 scrisse in una mail indirizzata a Roberto Cecchi, allora direttore generale del Mibac oggi sottosegretario ai Beni culturali, "mi sembra un'ottima decisione".

    "Durante la mia presidenza il Consiglio superiore non ha mai, neppure per un secondo, parlato del Crocifisso (lo fece invece il Comitato di settore per la storia dell'arte): e' dunque evidente che non posso aver parlato a nome del Consiglio. Ne' posso aver fatto attribuzioni, e non solo perche' non sono un esperto di scultura del tardo Quattrocento, ma perche' non ho mai visto (a oggi) quel Crocifisso, e non ho l'abitudine di esprimere pareri senza aver visto", scrive Settis.

    Per spiegare il contenuto della mail, Settis ricorda poi che da parte sua "era allora in corso un durissimo scontro con il ministro Bondi", in materia di risorse e loro uso, che lo porto' a dimettersi nel febbraio del 2009. "E' in questo clima arroventato che Cecchi, senza darmi particolari ne' sulle procedure ne' sul prezzo, mi chiese 'abbiamo i soldi per comprare un probabile Michelangelo, che ne pensi?'. In quel contesto -sostiene Settis- c'era un solo senso possibile: verificare se avrei criticato il ministero, magari sui giornali, perche', in tempi di magra, non destinava quei soldi altrimenti. E la mia risposta aveva un solo senso possibile: la convinzione che, anche in tempi di magra, un buon acquisto puo' essere un segnale positivo. Nessuna implicazione di tipo istituzionale, ne' tanto meno attributivo".

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