(ASCA-AFP) - Meaux, 29 apr - Il calvario di Elisabeth Fritzl, la donna austriaca tenuta prigioniera dal padre-mostro per 24 anni, non e' un caso isolato: Lydia Gouardo e' il nome di un'altra donna protagonista di un'analoga e sconvolgente storia di violenza. Dall'eta' di otto anni fino ai 36 la donna, ora quarantacinquenne, e' stata torturata e stuprata dal patrigno Raymond Gouardo, suo tutore legale. Lo sfondo della vicenda si colloca nel cantone francese Crecy-la-Chapelle, nell'arrondissement di Meaux. Un paese poco a est di Parigi che e' rimasto silenzioso davanti ai soprusi perpetrati nell'arco di quasi trenta anni. Ed e' proprio questa l'accusa avanzata da Lydia: la giustizia ha chiuso un occhio su questa storia. Il dramma di Lydia, venuto alla luce solo dopo la morte del padre nel 1999, e' iniziato nel 1971 quando e' stata immersa nell'acqua bollente dalla sua matrigna provocandole un'ustione di terzo grado che l'ha vista costretta ad abbandonare la scuola quando era solamente una bambina di otto anni. Ma il travaglio prosegue, anni dopo, nel momento in cui l'uomo ha iniziato a infliggere a Lydia sofferenze atroci quando lei decide di scappare: Raymond Gouardo ha bruciato in piu' occasioni la donna con acido cloridrico e l'ha fatta partorire sei volte. Come nel caso della donna austriaca, che in questi giorni sta infiammando l'opinione pubblica, ne' vicini di casa, ne' insegnanti, ne' servizi sociali hanno dato l'allarme nonostante le numerose gravidanze della giovane donna e i continui ricoveri in ospedale per ustioni. ''Un giorno l'ostetrica mi chiese di chi fosse il padre e lui rispose di essere il genitore. Nessuno ha detto una parola'', ha raccontato Lydia Gourado all'emittente radiofonica Rtl in riferimento al primo bambino avuto dal padre. La matrigna, Lucienne Ulpat, 68 anni, e' stata condannata il 18 aprile scorso dalla corte d'appello di Parigi a quattro anni di reclusione con la condizionale. (Piu'Europa).
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