(ASCA-AFP) - Parigi, 5 mag - In un clima di disillusione generale la Francia celebra domani un anno dall'elezione di Nicolas Sarkozy alla presidenza della Repubblica, bersagliato in questi primi 365 giorni di mandato da un'autentica pioggia di critiche. Eletto il 6 maggio 2007 con la promessa di ''rompere'' col passato, Sarkozy aveva ottenuto piu' del 53% dei consensi contro la socialista Segolene Royal, dopo una campagna elettorale che i suoi stessi avversari avevano definito brillante, tutta puntata sugli argomenti tipici dell'estrema destra, ma anche su quelli che piu' interessano le classi popolari, di solito appannaggio della sinistra. Ma, nonostante le promesse di dare una svolta su stile e argomenti della presidenza, il vecchio ministro dell'Interno non e' riuscito in questo lungo anno a convincere i francesi. I quali anzi, secondo gli ultimi e piu' accreditati sondaggi, mostrano una disaffezione inedita per quel popolo: solo una 'forbice' che va dal 32 al 38% gli accredita ancora fiducia, mentre il ben il 62% pensa che il paese si prepara ad attraversare una grave crisi entro la fine del mandato del suo presidente. La sconfitta della destra alle Amministrative di marzo era gia' stata interpretata come un avvertimento per il potere e per una politica di riforme, spesso apparsa caotica e poco coerente con quella del governo. In un intervento televisivo alla fine di aprile, Sarkozy ha comunque saputo riconoscere gli ''errori'' di comunicazione, dichiarandosi tuttavia sereno di fronte a sondaggi tutti negativi. Soprattutto, s'e' detto piu' determinato che mai a condurre in porto ''le riforme di cui il paese ha bisogno''. Ha anche riconfermato il suo impegno a contenere il rialzo dei prezzi, principale preoccupazione dei francesi e tema che piu' ha deluso chi lo ha eletto come ''il presidente del potere d'acquisto''. Ha dato poi uno stop alla sovraesposizione della sua vita privata - il divorzio dalla ex moglie Cecilia, seguito dalle nuove nozze con l'ex-top model Carla Bruni - che ha contributo a irritare i francesi. ''Severi con Sarkozy, i francesi salutano le riforme'' - scrive oggi il quotidiano di destra Le Figaro, sottolineando che la crisi finanziaria internazionale ha ''interferito nell'azione del presidente della Repubblica''. ''Certo - concede il quotidiano economico La Tribune - , il capo dello Stato non e' stato fortunato. Nessuno poteva prevedere lo scenario catastrofico della crisi finanziaria americana, l'esplosione dei prezzi del petrolio e delle materie prime o anche la caduta del dollaro''. Ma, per il resto, il presidente subisce il tiro incrociato dell'opposizione socialista, ringalluzzita dalle sue difficolta' e malgrado le divisioni interne. E, nel suo campo, la scontentezza e i dubbi si fanno sentire sempre di piu'. ''Sarkozy e' stato 'mister piu'' per i piu' ricchi e 'mister meno' per tutti gli altri. E' ''il presidente dello scompiglio'' - ha detto di lui il leader del Partito socialista, Francois Hollande. La sinistra ha criticato la prima misura della presidenza Sarkozy nell'estate 2007: un 'pacchetto fiscale' di circa 15 miliardi di euro, considerato un vero e proprio ''regalo'' alle classi piu' agiate. Seguito, malgrado un certo numero di riforme percepite e poi digerite come 'male necessario', da una successione di ''stecche'' come l'annuncio di una misura, poi ritirata, che ha rimesso in gioco la carta della famiglia numerosa. Tutti provvedimenti, questi, che hanno logorato il sentimento di disillusione dei francesi. Il presidente della Repubblica chiede intanto di essere giudicato alla fine del quinquennio. E, per celebrare comunque come si deve l'anniversario della vittoria, ha organizzato per domani un ricevimento con i responsabili del suo partito e una cena con tutti i ministri del governo Fillon, accompagnati dai rispettivi consorti. (Piu'Europa).
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