(ASCA) - Roma, 9 mag - ''Si va per approssimazione'', ''finora solo ipotesi'', ''non e' detta l'ultima parola''. Comunque si ponga la questione, nessuno si azzarda al momento ad affermare con certezza che il nodo relativo ai viceministri sia stato sciolto in maniera definitiva. E in casa Pdl si invita ad attendere ancora qualche ora, in vista di una scelta che verra' presa da Silvio Berlusconi entro questo week-end, visto che lunedi' mattina si riunira' il Consiglio dei ministri per nominare i sottosegretari. Ma sulla vicenda delle deleghe, da assegnare subito o meno a 5-6 viceministri, ''e' ancora da definire la funzionalita' che si vuole dare al governo''. E cosi', se da una parte nessuno nega che il premier abbia pensato, o stia ancora pensando di non nominare nei prossimi giorni viceministri, attendendo magari l'autunno per 'spacchettare' i dodici dicasteri con portafoglio, dall'altra c'e' chi pronostica che alla fine la nomina di alcuni vice avverra'. Magari, fanno notare le stesse fonti parlamentari di Forza Italia, i viceministri non saranno dieci - forse la meta' - ma immaginare che il resto della squadra sia composto solo da sottosegretari potrebbe essere per ora una forzatura. In attesa che il puzzle venga interamente composto, lunga riunione nel pomeriggio tra il presidente del Consiglio e i vertici azzurri (tra i quali i ministri Claudio Scajola, Angelino Alfano, Sandro Bondi, Elio Vito e Mariastella Gelmini, oltre al capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, e il neocoordinatore Denis Verdini), alcuni dei quali lasciando Palazzo Grazioli si limitano a ripondere ai cronisti con frasi di circostanza. Prendendo per buona, al momento, l'ipotesi che il Cavaliere abbia voluto reagire nelle scorse ore alle continue pressioni degli alleati, minacciando solo a parole di rivedere i piani iniziali, lo schema che circola e' piu' o meno delineato. Sul fronte del Welfare, archiviata l'ipotesi che la delega alla Salute possa finire alla leader dei Circoli delle Liberta', Michela Vittoria Brambilla, in pole position la nomina di un 'tecnico', Ferruccio Fazio. A ricoprire di nuovo il ruolo di viceministro con delega al Commercio estero sarebbe invece Aldolfo Urso, esponente di Alleanza nazionale. Il leghista Roberto Castelli sarebbe poi il vice di Altero Matteoli alle Infrastrutture, per occuparsi del Nord, come caldeggiato anche oggi dal leader del Carroccio, Umberto Bossi. ''Altrimenti le strade chi le fa?'', si e' chiesto il Senatur, convinto che ''Berlusconi vuole aspettare un po', ma deve dare le deleghe subito, perche' cosi' si inizia a lavorare''. Reputa in ogni caso una ''buona cosa ridurre il numero dei viceministri'' il responsabile della Semplificazione, Roberto Calderoli, anche se, sottolinea, ''rispetto a materie cosi' grosse all'interno dei vari ministeri penso che un viceministro possa esserci dall'inizio''. Se cosi' fosse, l'azzuro Paolo Romani potrebbe andare alle Comunicazioni e Giuseppe Vegas (sempre Fi) all'Economia: spetterebbe inoltre un posto da viceministro all'Mpa di Raffaele Lombardo (in pole position Giovanni Pistorio). Sul fronte sottosegretari (senza viceministri potrebbero essere 37), la Brambilla (a colloquio con Berlusconi oggi sia in mattinata che in serata) potrebbe andare allo Sviluppo economico con delega al Turismo, mentre a Gianfranco Micciche' - anche lui in serata ha incontrato il Cavaliere - potrebbe occuparsi di Cipe o Mezzogiorno. Infine, a chiedere un ''riconoscimento nel governo per Franco Cardiello'', e di conseguenza per Azione sociale, e' Alessandra Mussolini.
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