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Emittenza: Meta (Pd), No a Tutela Soggetti Attivi e Consolidati

Asca - Gio 22 Mag - 17.50

(ASCA) - Roma, 22 mag - ''Sembra che l'unico obiettivo del Governo sia quello di evitare sanzioni per l'Italia da parte della Unione Europea. Bisogna ricordare, pero', che i rilievi della UE sulla Legge Gasparri non sono recentissimi, ma risalgono all'ottobre del 2006''. Lo ha detto nell'Aula di Montecitorio Michele Meta, Capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti e Telecomunicazioni. ''Non e' quindi una scoperta dell'altro ieri - ha proseguito Meta - quella di un sistema radiotelevisivo imbrigliato e non in linea con gli standard europei, nell'ottobre del 2006, difatti, la Commissione di Bruxelles decide di aprire una procedura di infrazione nei confronti dell' Italia. La Ue contesta al nostro Paese, principalmente, di aver introdotto una legge, la Gasparri, che in sostanza rende impossibile l'ingresso di nuovi operatori nel settore tv durante il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale''. ''Tutta questa urgenza di sanare un'infrazione dell'UE oggi? E durante la scorsa legislatura dove eravate? - chiede Meta all'attuale maggioranza - quando noi sollecitavamo il Parlamento ad affrontare la riforma del sistema radiotelevisivo, per dare al Paese una cornice normativa certa ed in linea alle prescrizioni europee''. ''In Francia, Gran Bretagna, Spagna lo Stato regola e governa questi processi assegnando frequenze a gruppi privati o pubblici in competizione, senza 'tagliole' all'ingresso per i nuovi operatori. La Legge Gasparri, vero passo indietro per il Paese, non ha consentito di sfruttare l'avvio del digitale terrestre per trovare nuovi investitori, necessari ad una maggiore concorrenza e pluralismo per un sistema in crisi di qualita' e contenuti''. ''Il nostro obiettivo - precisa Meta - e' stato, e continua ad esserlo, quello di diventare un normale e moderno Paese europeo, con un mercato libero dove possano competere una molteplicita' di imprese editoriali e multimediali. Non si tratta di punire qualcuno ma di liberare il Paese ed il sistema industriale da una 'camicia di forza' che l'ha penalizzato fin d'ora''. ''Invece di perseguire la tutela di soggetti gia' consolidati nel mercato, l'obiettivo dovrebbe essere quello di tutelare editori attivi in altri settori, come la carta stampata e le radio ad esempio, di fronte allo strapotere della pubblicita' televisiva. Ma soprattutto si dovrebbe costruire un quadro di convenienze per i nuovi soggetti che intendano trovare occasioni di investimento nel processo di digitalizzazione della televisione e di tutte le reti diffusive''. ''I primi passi dell'attuale maggioranza - conclude Meta - sono, invece, in direzione contraria rispetto alla strada che ci e' stata indicata dall'UE e dai rilievi della Corte Costituzionale''.

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