(ASCA) - Roma, 8 lug - Un accordo per dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050; un appello a fermare l'aumento dei prezzi di petrolio e generi alimentari; la necessita' di aumentare la produzione petrolifera; un accordo per stanziare 60 miliardi di dollari per la lotta alle malattie in Africa e l'impegno a raddoppiare gli aiuti al continente. Ma non solo, nella seconda giornata di intensi negoziati a Toyako, sull'isola nipponica di Hokkaido, i leader del G8 hanno dato spazio anche al nucleare, ribadendo la propria opposizione a qualsiasi attivita' legata all'arricchimento dell'uranio da parte di Teheran e rilanciando l'appello alla Corea del Nord affinche' Pyongyang abbandoni tutte le attivita' mirate allo sviluppo dell'arma atomica e cooperi nella verifica del dossier relativo al proprio programma nucleare. Tante le questioni sul tavolo trattate nella riunione dei capi di Stato e di governo oggi in Giappone, ma tante anche le polemiche e il clima di forte preoccupazione che si respira nella comunita' internazionale. La recente situazione in Zimbabwe, con l'elezione a candidato unico che ha 'incoronato' presidente il leader Robert Mugabe, e' forse un chiaro esempio di come sia comunque difficile raggiungere un accordo condiviso su argomenti cosi' delicati: nella dichiarazione congiunta, il Gruppo degli Otto evita, infatti, di parlare apertamente di ''sanzioni'' (prospettiva contestata da Russia, Italia e diversi leader africani) per accogliere una linea che punta maggiormente a delle ''misure finanziarie''. Ma le critiche piu' accese sono arrivate dalle organizzazioni ambientali, come il WWF, che ha definito quello sul clima ''un accordo deludente'' perche' non e' riuscito a stipulare alcuna ''road-map'' che possa effettivamente arrivare ad una riduzione dei gas e a dare un nuovo impulso alla lotta contro i cambiamenti climatici. Kim Carstensen, Direttore della Global Climate Initiative del Wwf, ha inoltre aspramente condannato la ''visione condivisa'' raggiunta nel G8 come ''piuttosto patetica''. Eppure i leader delle otto economie piu' potenti del mondo hanno definito l'accordo sul clima ''una svolta'' e un ''progresso significativo'' rispetto agli ultimi negoziati sulla controversa questione climatica. Anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha accolto con favore l'accordo definendolo ''un significativo passo in avanti rispetto'' ai contenuti espressi nel corso dell'ultimo summit, avvenuto a Heiligendamm, in Germania. ''Ora la comunita' internazionale non potra' piu' scappare dai propri obblighi'', ha sottolineato la Merkel. Centrale, come del resto prevedibile, e' la forte preoccupazione dei leader del G8 riguardo all'aumento dei prezzi del cibo e la scarsita' di provviste in alcuni Paesi in via di sviluppo. ''Siamo profondamente preoccupati che il vertiginoso aumento dei prezzi del cibo, insieme ai problemi di disponibilita' in un certo numero di Paesi in via di sviluppo, stia minacciando la sicurezza alimentare globale'', hanno affermato gli otto capi di Stato e di governo in una dichiarazione congiunta da Toyako lanciando un appello affinche' le nazioni che possiedono abbondanti scorte di cibo possano mettere a disposizione parte delle proprie riserve alimentari. Timore ancor piu' acceso riguardo alla questione dell'aumento dei prezzi del petrolio, giudicata una vera e propria minaccia per la crescita economica globale e una ''seria sfida a una crescita stabile in tutto il mondo''. Il G8 ha chiesto infine all'Opec un aumento della produzione petrolifera e della capacita' di raffinazione per cercare di arginare la crescita dei prezzi del greggio. Il Gruppo degli Otto ha dichiarato poi di esser ''determinato a intraprendere iniziative appropriate, individualmente e collettivamente per assicurare stabilita' e crescita''. In questo senso, ''la globalizzazione e' un elemento chiave per la crescita dell'economia globale e per le economie forti e floride, sostenute da valori comuni di democrazia, da liberta' economica e da istituzioni affidabili''. Per quanto riguarda l'Africa, i leader, in una dichiarazione congiunta dopo i colloqui a Toyako, hanno fissato un calendario di cinque anni per mantenere le promesse di stanziare 60 milioni di dollari per combattere la malaria, l'Aids e la tubercolosi fatte durante il vertice dello scorso anno in Germania. Piu' precisamente, gli otto capi di Stato e di governo hanno fissato l'obiettivo di fornire 100 milioni di zanzariere trattate con insetticida entro la fine del 2010 per frenare la diffusione della malaria nei Paesi in via di sviluppo. Ma nella lunga giornata dedicata al vertice di Hokkaido, si e' sfiorato anche l'incidente diplomatico dopo la diffusione di una poco lusinghiera biografia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi pubblicata nel documento distribuito ai giornalisti che accompagnano il presidente George W. Bush al vertice del G8 di Hokkaido: pronta la reazione della Casa Bianca che ha presentato le scuse giustificando il fatto come una gaffe ''infausta''.
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