(ASCA) - Perugia, 21 lug - Dal 2009 si apre una fase nuova: Umbria Jazz archivia le strutture che hanno governato il festival e avvia, con il proprietario del marchio (la Regione Umbria) e con gli altri soggetti, una ''riflessione sul futuro''. L'intenzione e' quella di garantire la continuita' al festival rispondendo in modo adeguato alle esigenze poste dalle dimensioni, dalla complessita' organizzativa, dal budget, dai rapporti con gli sponsor, dalla peculiarita' dello show business ai grandi livelli, dalle politiche di comunicazione, dalle relazioni internazionali. Umbria Jazz riparte da 35 anni di successo; il festival non e' mai stato in buona salute come adesso per popolarita', affidabilita', risonanza mondiale; e' un festival sano economicamente. E' un festival che restituisce un forte indotto economico ed e' testimonial dell'intraprendenza, della capacita' progettuale, della fantasia creativa di una piccola grande regione. Lo hanno ricordato nella conferenza stampa conclusiva di ieri (incassi che hanno superato il milione di Euro, 50 mila i paganti, 400mila le presenza complessive; 350 artisti, 300 concerti, 3 palchi all'aperto, musica nei teatri, concerti gratuiti e a pagamento come all'Arena Santa Giuliana) i massimi vertici di Associazione e Fondazione, da Renzo Arbore, a Carlo Pagnotta, al direttore generale Stefano Mazzi che hanno stilato un bilancio dinanzi a numerosi giornalisti (per l'edizione 2008, 160 gli accreditati con i fotografi, numerosi da paesi stranieri, anche dall'Estonia, Finlandia, Serbia e Turchia), presenti il sindaco del capoluogo Renato Locchi, la Presidente della regione Maria Rita Lorenzetti, l'assessore alla cultura Silvano Rometti. I REM hanno chiuso ieri sera all'Arena Santa Giuliana l'edizione di UJ; e' stato il primo concerto (applaudissimo da oltre 11 mila persone del tour italiano della band americana: Sabato era stata la volta di Alicia Keys: successo pieno cosi' come lo era stato per Bollani-Veloso. ''Per l'Associazione Umbria Jazz si chiude una edizione di successo e insieme alla edizione 2008 del festival, si conclude una fase. Non e' la prima volta: Umbria Jazz ha gia' attraversato, in passato, fasi diverse - ha detto Mazzi - affrontato processi di modifica e ristrutturazione, ripensato formule e strutture. 1973-1978, Umbria Jazz fenomeno di costume, grande musica (gratuita) nelle piazze, viaggio (dis)organizzato per far battere ai ritmi della contemporaneita' il cuore storico e ambientale dell'Umbria. Volontariato, Apt, uffici regionali nella difficile gestione di un evento che, nel bene e nel male, esplode. 1982-2008: la rinascita, la crescita, il successo mondiale. Nuova formula ha visto due citta' (Perugia in estate, Orvieto in inverno), l'apertura a generi musicali diversi, location sempre piu' grandi per un grande pubblico. Associazione Umbria Jazz e' servita a costruire anno dopo anno le diverse edizioni, Fondazione Umbria Jazz per dare stabilita' finanziaria.''
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