(ASCA) - Roma, 23 lug - Anche oggi la giornata parlamentare si presenta all'insegna della rincorsa contro il tempo per concludere gli iter legislativi in sospeso entro la prossima settimana, in modo che la pausa estiva dei lavori delle Camere possa iniziare dai primi di agosto. La richiesta del voto di fiducia su ''pacchetto sicurezza'' e ''manovra economica'' rende agevole il rispetto dei tempi. Il Senato, che ieri ha dato il via libera definitivo al ''Lodo Alfano'', diventato cosi' legge dello Stato (sono sospesi per tutta la durata della carica i processi penali nei confronti del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio e dei presidenti di Camera e Senato), oggi ha all'ordine del giorno il ''pacchetto sicurezza'' che ha gia' ottenuto il via libera della Camera. A Montecitorio prosegue intanto la discussione sulla manovra economica triennale. Nel pomeriggio dovrebbe esserci il semaforo verde definitivo, in modo che il confronto possa passare gia' da domani al Senato. Walter Veltroni, segretario del Pd, intervenendo ieri in Aula alla Camera, ha lanciato un appello al governo: ''Serve un ripensamento immediato rispetto ai tagli sui fondi per la sicurezza. Siamo a un paradosso: si approva un decreto in materia di sicurezza ma nel frattempo si riducono le forze sul territorio in termini di agenti e commissariati''. Veltroni, intervistato poi in serata da Gianni Riotta direttore del Tg1 alla Festa dell'Unita' di Roma, e' tornato a parlare dei rapporti con il governo: ''Il dialogo e' finito quando Berlusconi ha cominciato a usare questa legislatura come le altre facendo quattro provvedimenti ad personam''. L'unico spiraglio per un confronto il leader del Pd lo individua sul tema delle riforme istituzionali: ''Vanno fatte nell'interesse del paese''. Proprio sul tema delle riforme e' intervenuto ieri Gianfranco Fini. In una intervista alla rivista francese ''Politique internazionale'', il presidente della Camera sostiene tra l'altro: ''Le riforme vanno fatte, ma non c'e' solo il federalismo. Le riforme si fanno insieme con l'opposizione. Questo e' un punto fermo''. Dopo la precisazione nei confronti della Lega, Fini a sorpresa rilancia il presidenzialismo: ''L'investitura popolare rafforza il ruolo di garanzia e di unita' svolto dal presidente della Repubblica''. Ma questa ipotesi non piace all'opposizione che lo stesso presidente della Camera non intende escludere dal varo delle riforme. A rendere incandescente il clima del dibattito politico ci pensa un ulteriore episodio. Piero Fassino, ex segretario dei Ds, replica al suo accusatore Giuliano Tavaroli, ex responsabile della sicurezza Telecom indagato per le attivita' di spionaggio illegale. In una intervista pubblicata ieri da ''Repubblica'', Tavaroli ha indicato Fassino come il titolare di un conto londinese dove sarebbero transitate tangenti destinate ai Ds. ''L'affermazione pubblicata nell'intervista di Giuseppe D'Avanzo al signor Tavaroli - si legge in una dichiarazione di Fassino - secondo cui non meglio precisate tangenti sarebbero approdate a Londra nel conto dell'Oak Fund a cui erano interessati i fratelli Magnoni e dove avevano la firma Nicola Rossi e Piero Fassino e' una pura falsita', inventata di sana pianta''. L'esponente del Pd assicura di non avere mai avuto firme su conti all'estero ne' a Londra ne' altrove. Fassino conclude dicendo che in questo caso non vuol sentire parlare di liberta' di stampa: la decisione di ''Repubblica'' di pubblicare i riferimenti che lo riguardano e' ''inconcepibile, perche' si tratta di notizie che non sono state verificate''. ''Condivido integralmente la dichiarazione di Fassino e voglio confermargli la mia grande fiducia e stima personale e politica'', dichiara Veltroni. ''Nessuna persona che conosca l'integrita' politica e morale di Fassino puo' credere a una sola parola di quanto pubblicato questa mattina'', argomenta Dario Franceschini, vicesegretario del Pd. Solidarieta' pure da Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc: ''Non sono un esperto del Telecom-gate, ma ho grande stima e considerazione di Fassino, che ritengo una persona seria e corretta''. Anche da parte degli esponenti della maggioranza si manifesta incredulita' per le accuse mosse all'ex segretario Ds. Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: ''Fassino e' oggetto di una delle solite e indegne aggressioni destituite di ogni fondamento, ma dotate di una forte risonanza mediatica''.
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