Ricerca

Nanga Parbat: Kehrer, Ho Visto Il Corpo Di Karl Nel Crepaccio

Asca - Gio 24 Lug - 18.49

(ASCA) - Bolzano, 24 lug - ''Per tutta la scalata mi e' sembrato di avere davanti Karl, che mi incitava a tener duro, a fare una cosa che era arrivata da lui. L'ho fatto con il cuore e con la testa. Tutto dedicato a Karl''. Cosi' Walter Nones, mentre racconta dell'odissea vissuta sulla parete Rakhiot del Nanga Parbat insieme a Simon Kehrer. Al telefono con Agostino Da Polenza, Walter e Simon ammettono: ''Abbiamo passato dei giorni non molto belli ma la forza ci ha fatto arrivare sani e salvi qua al campo base. Dopo l'incidente di Karl, la testa era concentrata soprattutto sull'arrivare sani e salvi al campo base. Decidevamo giorno per giorno quello che c'era da fare. Eravamo rimasti in due, io e Simon, e stringevamo i denti per tornare a casa''. A riguardo della caduta di Unterkircher, Nones e Kehere hanno raccontato che ''Eravamo a 6.400 metri. La neve era molle. Karl andava avanti piano piano, sprofondava fin sopra le ginocchia e a un certo punto non si e' piu' visto. Ha fatto un volo di circa 15 metri su un crepaccio. E sopra gli e' andata tanta neve''. Alla domanda se l'hanno cercato, questa la risposta di Walter: ''Si', si', subito. Simon e' sceso, io gli ho fatto sicura, ma non si vedeva niente. A un certo punto Simon ha detto: forse ho trovato qualcosa. Ha scavato con le mani e ha visto che Karl, purtroppo, non c'era piu'. L' ha trovato quasi subito. Non saprei dirti i minuti esatti ma lui subito mi ha detto e' qui. E secondo noi, ha fatto tanti sbalzi su questo crepaccio''. Ma cosa ha spinto Nones e Kehrer a proseguire nella salita'? ''Il giorno dopo siamo stati fermi per ragionare sul da farsi, pero' abbiamo deciso di salire perche' era molto meno rischioso che scendere per duemila metri, dove le scariche sono frequenti''. Commentando, poi, il recupero, i due alpinisti sottolineano che ''e' stato bello vedere l'unione che c'e' fra gli italiani quando succede una cosa del genere. Trovare un italiano e un grande alpinista come Gnaro al base e' stato bello. Ringrazio ancora chi ha avviato tutta questa macchina, Agostino... lo chiamavo spesso anche durante la notte mentre dormiva per chiedere aiuti e informazioni''. Poi, ancora, il ricordo di Karl. ''La perdita di un amico ti lascia dentro sempre un vuoto - sottolinea Nones -Ti devo dire la verita', per tutta la scalata mi sembrava di averlo davanti che mi incitava a fare una cosa che era arrivata da lui. E l'ho fatto veramente col cuore, e con la testa, tutto dedicato a Karl''.

Forum

Video/Audio: Italia

Copyright © 2008 Asca -

Copyright © 2008 Yahoo! Tutti i diritti riservati.