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Pena Morte: Cina Primo 'Paese Boia' Del 2007. 6mila Esecuzioni Nel Mondo

Asca - Gio 24 Lug - 10.50

(ASCA) - Roma, 24 lug - Sono Cina, Iran e Arabia Saudita i primi ''paesi boia'' del 2007 con un totale di circa 6 mila esecuzioni in tutto il pianeta per reati gravi, per motivi politici o anche religiosi. La triste classifica e' contenuta nel Rapporto di ''Nessuno tocchi Caino'' che anche quest'anno, rilanciando la sua campagna sulla Moratoria della pena di morte nel mondo, fotografa la situazione delle esecuzioni capitali nei vari paesi del pianeta. Delle 49 nazioni che mantengono la pena di morte, 39 sono paesi dittatoriali, autoritari o illiberali e in 21 di questi - rileva il rapporto -, nel 2007, sono state compiute almeno 5.798 esecuzioni, pari al 99% del totale mondiale. Un paese solo, la Cina, ne ha effettuate almeno 5.000, l'Iran almeno 355; l'Arabia Saudita 166. Seguono paesi come il Pakistan con almeno 134; l'Iraq, il Vietnam e l'Afghanistan. Molti di questi paesi non forniscono statistiche ufficiali sulla pratica della pena di morte, che in alcuni casi e' coperta dal segreto di Stato, per cui il numero delle esecuzioni potrebbe essere molto piu' alto, precisa ''Nessuno tocchi Caino'' che conferma che, comunque, e' la Cina a detenere il primato di esecuzioni anche se risultano in diminuzione. ''La pena di morte - si legge nel rapporto - continua ad essere considerata in Cina un segreto di Stato ma nel corso del 2007 e dei primi mesi del 2008 si sono succedute notizie in base alle quali le condanne a morte emesse nel 2007 dai tribunali cinesi sarebbero diminuite rispetto all'anno precedente, fino al 30%''. La situazione sembra, invece, peggiorare in Iran dove nel 2007, che si e' piazzato al secondo posto quanto a numero di esecuzioni. Con almeno 355 persone messe a morte, un terzo in piu' rispetto al 2006 quando le esecuzioni erano state almeno 215. Una ''escalation che non sembra destinata a diminuire - secondo il rapporto - tenuto conto che, al 30 giugno, le esecuzioni nel 2008 erano gia' almeno 127''. Anzi, si fa notare, i dati reali sulle esecuzioni potrebbero essere ancora piu' alti, perche' le autorita', anche qui, non forniscono statistiche ufficiali e i numeri riportati sono relativi alle sole notizie pubblicate dai giornali iraniani o direttamente fornite da organizzazioni umanitarie, che evidentemente non riportano tutte le esecuzioni. Per quanto riguarda gli Stati Uniti sono, invece, due gli eventi principali che nel 2007 hanno riguardato la pena di morte: la decisione della Corte Suprema sulla legittimita' dell'iniezione letale e l'abolizione della pena di morte nel New Jersey. A potersi considerare, invece, un continente quasi libero da questo tipo di pratica e' l'Europa se non fosse per la Bielorussia, paese che anche dopo la fine dell'Unione Sovietica non ha mai smesso di condannare a morte e giustiziare i suoi cittadini. Secondo quanto reso noto dalla Corte Suprema, una esecuzione e' stata effettuata nel novembre del 2007 e altre tre nel febbraio del 2008. La Russia, sebbene ancora paese mantenitore, e' impegnata ad abolire la pena di morte in quanto membro del Consiglio d'Europa e, nel frattempo, attua una moratoria delle esecuzioni. Condanne a morte nei confronti di almeno 12 minorenni al momento del reato sono state emesse, in aperto contrasto con quanto stabilito dal Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo, in alcuni paesi. Ad applicarle, denuncia ''Nessuno tocchi Caino'', nel 2007, sono stati Iran (almeno 7), Arabia Saudita, Pakistan e Yemen.

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