ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Bioetica: Bagnasco, legittimazione infanticidio e' aberrante e mostruosa

    (ASCA) - Roma, 26 mar - La tesi, emersa nelle ultime

    settimane, della ''legittimazione dell'infanticidio,

    assurdamente presentata in riviste scientifiche

    internazionali'' e' ''in se' qualcosa di aberrante, se non

    addirittura di mostruoso''. Lo ha detto il presidente della

    Conferenza Episcopale Italiana, card. Angelo Bagnasco, nella

    prolusione con cui ha aperto oggi pomeriggio i lavori del

    Consiglio Permanente della Cei. Bagnasco fa riferimento allo

    studio ''After-birth abortion: why should the baby live'?'' di

    Alberto Giubilini e Francesca Minerva, due bioeticisti

    italiani che insegnano in Australia, pubblicato sul Journal

    Medical Ethics. I due studiosi ragionano sulla liceita' di

    sopprimere neonati di fronte a quelle stesse condizioni -

    mediche, sociali, economiche, psicologiche - che vengono

    generalmente considerate sufficienti per legittimare il

    ricorso all'aborto.

    ''Per questi studiosi - ha detto Bagnasco -, di origine

    italiana, quello che secondo loro si puo' fare sul feto,

    ossia l'aborto, sarebbe possibile anche sul bambino appena

    nato. E perche' anche non successivamente'? Cosi', in breve,

    dall'interruzione volontaria della gravidanza, di cui e'

    ineluttabilmente vittima un bambino che deve ancora nascere,

    si passerebbe all'eutanasia di questi una volta nato''.

    Per il presidente della Cei, anche se ''nessuno da noi

    immagina certe aberrazioni'', ma ''quale tranquillita' puo'

    garantire uno Stato che permette - se non addirittura

    promuove - l'aborto, l'eutanasia, il suicidio assistito,

    l'infanticidio e altro ancora''?''. Se ''il piano e' stato

    volutamente inclinato, chi puo' prevedere e guidare la

    deriva''? Il limite sara' spostato sempre oltre. Anche se a

    nessuno viene imposto nulla, ma solo consentito, quale

    certezza in ordine all'accoglimento della vita fragile e alla

    solidarieta' nelle fasi dolorose potra' essere a tutti

    garantita''? Quale grado di umanesimo altruista potra' essere

    assicurato''? Chi scorge l'umanita' anche dove essa e' piu'

    nascosta e piu' debole, piu' facilmente sapra' riconoscerla

    quando e' piu' evidente. Quando poi si dimentica il volto

    unico di ciascun fratello, si arriva a quella criminalita' di

    strada che purtroppo sta infestando anche le nostre

    citta'''.

    Bagnasco nega di voler ''fare del sensazionalismo su

    simili temi''. Ma, aggiunge, l'immagine del ''piano

    inclinato, imboccato il quale e' poi difficile fermarsi'', e'

    stata per anni rifiutata come argomento valido: ''Oggi - nota

    - gli effetti di quel rifiuto rischiano di essere

    esiziali''.

    Questi sviluppi, per Bagnasco, ''per i cattolici in

    particolare'', sono ''un ulteriore motivo per stare dentro al

    dibattito generale, e contribuirvi lealmente. Non e' vero che

    si e' esaurita la stagione del confronto laici-cattolici,

    come qualcuno ciclicamente obietta; piuttosto e' vero che in

    questa ricerca si gioca la piu' alta avventura della

    coscienza umana''.