Una ricerca recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature accende i riflettori sulla crisi idrica che sta minacciando le riserve d'acqua dolce del pianeta: inquinamento, prelievo per usi agricoli, industriali e civili sono i principali responsabili di un prosciugamento che sembra non volersi arrestare. E se credete che siano soprattutto i paesi del terzo mondo o quelli in via di sviluppo a richiare di rimanere all'asciutto vi sbagliate: secondo lo studio di Nature tra le zone più a rischio ci sono proprio i paesi del Mediterraneo, Italia compresa. Ciò significa che nei prossimi decenni succederà sempre più spesso di dover decidere chi avrà diritto all'acqua: le città, i campi o i fiumi.
E le brutte notizie non finiscono qui: secondo l'IPCC, il centro di ricerca internazionale sui cambiamenti climatici, nei prossimi venti-quarant'anni in Europa i mutamenti del clima causeranno l'aumento delle precipitazioni nell'area a nord delle Alpi e la loro riduzione a sud. Insomma pioverà sempre di più dove l'acqua non manca, causando alluvioni, mentre le regioni meridionali saranno sempre più aride. Per il bacino del Mediterraneo gli studi prevedono una riduzione della portata media dei fiumi fino al 23% entro il 2020 e del 36% entro il 2070, anno in cui le portate estive dei fiumi si saranno ridotte dell'80% rispetto ad oggi. Contemporaneamente il progressivo aumento della siccità incrementerà il prelievo delle acque per usi agricoli, innescando un pericoloso circolo vizioso.
Ma in che stato versano i fiumi italiani? Purtroppo non buono: abbiamo fatto un giro per la penisola insieme a diversi esperti, e abbiamo fotografato... gli orribili 7, i corsi d'acqua più maltrattati sfruttati e inquinati del paese. Ecco cosa abbiamo trovato.
Fiume Aniene (per saperne di più)
Lunghezza: 119 km
Portata media: 29 metri cubi al secondo
Estensione del bacino: 1.438,58 kmq
Abitanti nel bacino: 1.021.000
Stato ecologico: buono fino a Tivoli, poi peggiora progressivamente fino a scadente.
Le cause: eccessivi prelievi di acqua alle sorgenti; insufficiente depurazione degli scarichi civili, industriali e agricoli; intensa urbanizzazione del tratto finale del bacino
Fiume Aterno-Pescara (per saperne di più)
Lunghezza: 145 km
Portate medie: 2,2 metri cubi al secondo (L'Aquila); 18 mc/sec (Popoli); 41 mc/sec (Bussi); 50 mc/sec (Pescara)
Estensione del bacino: 3.154 kmq
Abitanti nel bacino: 990.000
Stato ecologico: scadente vicino alle città, sufficiente lontano dai centri urbani.
Le cause: depurazione civile assente o insufficiente, discariche chimiche, prelievi eccessivi, sbarramenti.
| # Cartoline dall'Italia inquinata # Visita virtuale ma non troppo ai luoghi più inquinati del Bel Paese # L'inquinamento a Milano |
Fiume Lambro (per saperne di più)
Lunghezza: 140 km
Portata media: circa 60 metri cubi al secondo; fino a 560 mc/sec durante le piene
Estensione del bacino: 910 kmq Abitanti nel bacino: circa 17 milioni
Stato ecologico: buono nel tratto prealpino e sufficiente in Brianza; tra scarso e pessimo nel tratto milanese. Lieve recupero nel tratto lodigiano.
Le cause: enorme sviluppo urbano e industriale, depurazione incompleta, sversamenti dolosi.
Fiume Oliva (per saperne di più)
Lunghezza: 19,45 km
Portata media: circa 1,3 metri cubi al secondo
Estensione del bacino: 59,5 kmq
Abitanti nel bacino: circa 2.600
Stato ecologico: non rivelato. I risultati delle analisi sono attualmente coperti da segreto istruttorio per le indagini in corso da parte della Procura di Paola.
Le cause: smaltimento di rifiuti tossici e radioattivi, discariche
Fiume Sacco (per saperne di più)
Lunghezza: 87 km
Portata media: 16 metri cubi al secondo
Estensione del bacino: 1.530 kmq
Abitanti nel bacino: 1.335.000
Stato ecologico: da scadente a pessimo in tutti i punti tranne che in prossimità delle sorgenti.
Le cause: inquinamento chimico persistente di origine industriale; depurazione civile insufficiente, scarichi industriali abusivi.
Fiume Saline (per saperne di più)
Lunghezza: 10 km
Portata media: 5 metri cubi al secondo
Estensione del bacino: 34 kmq; 616 kmq considerando anche il Fino e il Tavo
Abitanti nel bacino: 159.800 censiti
Stato ecologico: da scadente a pessimo nei centri abitati, sufficiente nei tratti a monte.
Le cause: smaltimento incontrollato di rifiuti di ogni tipo, discariche fuori norma, prelievi eccessivi.
Fiume Sarno (per saperne di più)
Lunghezza: 24 km
Portata media: 13 metri cubi al secondo alla foce
Estensione del bacino: 438,97 kmq
Abitanti nel bacino: oltre 2.500.000 S
Stato ecologico: pessimo in tutto il suo corso.
Le cause: mancanza di fogne e depuratori, forte industrializzazione e urbanizzazione, eccessivi prelievi alle sorgenti.

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