Tra le 11 e le 13 di lunedì un'altro pezzetto di Italia è partito per lo spazio: è il lanciatore spaziale VEGA, decollato dalla base di Kourou, nella Guyana Francese. (L'Italia vista dallo spazio nelle foto di Paolo Nespoli)
VEGA, acronimo di Vettore Europeo di Generazione Avanzata, è gigante di 30 metri di altezza e 3 di larghezza ed è il più avanzato lanciatore spaziale mai costruito. E' un progetto tutto italiano, ideato nel nostro paese negli anni '90 e costruito per il 65% negli stabilimenti della Avio, a Colleferro, nei pressi di Roma.
Il suo compito è quello di portare in orbita satelliti di piccole dimensioni, fino a 1500 kg, completando così la gamma di lanciatori europea composta composta dal grande Ariane 5 per i carichi più pesanti, come i satelliti delle telecomunicazioni, e dal russo Soyuz per satelliti di dimensioni medie, fino a 3 tonnellate. (Segreti e curiosità delle tute spaziali)
Realizzato interamente in fibra di carbonio, VEGA è formato da 4 stadi, tre a propellente solido e uno a liquido: si tratta di un vettore ecologico perchè ogni stadio è stato progettato per essere utilizzato numerose volte. (Il futuro dei viaggi spaziali dopo lo Shuttle)
In questo suo primo decollo il piccolo lanciatore porterà in orbita nove satelliti, quattro dei quali italiani: Lares (Laser relativity satellite) dell'Asi, AlmaSat-1 dell'Università di Bologna e i due mini satelliti E-st@r del Politecnico di Torino e UniCubeSat-GG dell'Università "La Sapienza". (Il dopo-Shuttle: i progetti più curiosi)
Immagine: J. Huart, 2012/ESA

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