Ofunato, Giappone - Quasi un anno fa un terribile terremoto travolse il Giappone, particolare la costa del Pacifico: fu il quarto più potente dell'ultimo secolo, per avere una misura delle tragiche conseguenze che portò. Grazie alle costruzioni antisismiche obbligatorie in tutto il paese, i crolli non sono stati numerosi, la gran parte delle vittime e dei danni è stato causato dallo tsunami conseguente al sisma. Solo sulla spiaggia di Sendai furono trovati 300 corpi, quattro treni andarono dispersi e una nave con un centinaio di passeggeri fu travolta. Una delle conseguenti devastanti del terremoto fu il - (purtroppo) famoso disastro della centrale nucleare di Fukushima.
Tra i volontari che impiegarono il loro aiuto alle popolazioni, fa notizia il lavoro di alcuni di essi impiegati per recuperare le fotografie e i beni personali di intere famiglie disperse, morte o che persero la casa. È un'istancabile squadra, quella che in meno di un anno è riuscita a recuperare le migliaia di foto e a farle arrivare ai legittimi proprietari. I ricordi di moltissime famiglie distrutte dallo tsnunami stanno quindi lentamente ritornando a consolare lo strazio delle perdite, grazie agli instancabili sforzi dei volontari che hanno pulito dal fango e dalla sporcizia le fotografie.
Sono oltre 3.500 le foto che si sono accumulate fino ad oggi (clicca e guarda la gallery) e la squadra impegnata con il ritrovamento degli oggetti personali dei dispersi si è occupata in questi mesi di portare tutte le immagini alla polizia, vigili del fuoco, soccorritori e persone che continuavano a scavare tra le macerie. Una vera e propria maratona umanitaria per riportare almeno un ricordo alle vittime dello tsnunami. Le foto, mai come in questo caso, sono l'unico oggetto che può rinfrancare e consolare i sopravvissuti.


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