Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha provato a piazzare il suo braccio destro Simone Turbolente come responsabile delle relazioni esterne dell'Acea, la multiutility del Comune della capitale, ma senza successo. Il portavoce del sindaco sarebbe stato considerato "inadeguato" per il posto rimasto vacante dalla prematura scomparsa di Pierguido Cavallina , creativo e manager della comunicazione. E nonostante la decisione definitiva verrà presa dal Cda tra una settimana esatta, sembra che il parere dei soci di maggioranza abbia messo il veto sul nome di Turbolente. Finirà con un buco nell'acqua il tentativo di Alemanno di piazzare un suo fedelissimo a capo di un'importante organizzazione comunale?
Di certo è una strategia già vista, almeno a Roma. Si ricordi l'eclatante caso "Parentopoli", la vicenda vide oltre 2000 assunzioni in Atac ed Ama presumibilmente con chiamata diretta di persone legate da rapporti familiari o politici ad esponenti del centrodestra locale e a dirigenti aziendali e sindacalisti. Qualche nome? A quanto pare, dall'inizio del mandato di Alemanno pare siano stati assunti, tra gli altri, il genero dell'amministratore delegato Franco Panzironi, membro della Fondazione Nuova Italia di cui è presidente lo stesso sindaco; la figlia del caposcorta del sindaco, Giorgio Marinelli, il cui primogenito era già stato sistemato in Atac; la compagna dell'ex capogruppo Pdl in Campidoglio, Dario Rossi. Un confortante quadretto familiare, in cui Alemanno sembra essere il trait d'union e la pietra dello scandalo.
Non fosse stato sufficiente, ad accanirsi contro lo sventurato sindaco ci si è messa pure la neve. Sono di pubblico dominio, infatti, le polemiche scaturite intorno all'emergenza neve che ha colpito un paio di settimane fa la capitale; Alemanno ha preso parte ad interviste, tg e programmi di approfondimento solo per difendere strenuamente la sua innocenza ed accusare la mancanza di chiarezza d'informazione da parte della Protezione Civile. Un'esposizione mediatica che tuttavia non ha giovato all'immagine del primo cittadino romano. Le battute sul suo conto si sono sprecate e il web, che non perdona, ha perpetrato un accanimento nei suoi confronti paragonabile solo a quello inferto al comandante Schiettino. (Schettino e l'Italia vista dall'estero, leggi)
Insomma, Alemanno le sta provando tutte, ma sembra che i suoi tentativi di raccogliere consenso popolare si stiano trasformando pian piano in un boomerang. Ci si domanda quale strategia stia adottando per la sua campagna elettorale.
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