Mimi Alford è l'autrice del libro che sta già facendo discutere l'America (e non solo), Once Upon a Secret: My Affair with President John F. Kennedy and Its Aftermath, in cui racconta la sua relazione con l'allora Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Oggi Mimi ha 69 anni e, dopo aver amministrato per decenni una chiesa di New York, è una donna in pensione con la passione per la scrittura. Il libro, edito da Rizzoli, uscirà il 15 febbraio e promette dettagli piccanti sul legame che legò la stagista a Kennedy per un anno e mezzo. Il New York Post ha pubblicato alcune anticipazioni che vi riportiamo.
Tutto iniziò nell'estate 1962 (all'epoca Mimi aveva 19 anni), dopo solo 4 giorni dal suo arrivo all'ufficio stampa della Casa Bianca. Kennedy (di anni allora ne aveva 45) la notò e con la scusa di mostrarle la residenza la prese per mano fino ad accompagnarla in camera da letto. Nella stessa camera da letto della first lady Jackie Kennedy, Mimi perse così la verginità. E ricorda così quel primo incontro: "Ero scioccata. Lui invece era tranquillo, e si comportava come se fosse successa la cosa più naturale del mondo". Il libro è ricco di dettagli simili, che afferiscono alla relazione tra il presidente e la stagista, portando alla luce una storia extra-coniugale inedita rispetto ad altre più celebri come quella tra Kennedy e Marilyn Monroe.
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L'Alford spiega anche come il carisma dell'uomo più potente del mondo abbia fatto leva sulle sue resistenze: "Il fatto di essere desiderata dal più famoso e potente uomo d'America amplificava così tanto i miei sentimenti che ogni resistenza era impossibile. Ecco perché non ho mai detto no al Presidente". Anche in situazioni estreme, come la volta in cui Kennedy la costrinse a inalare del popper per renderla "più disinibita". "Corsi fuori dalla stanza piangendo", scrive Mimi. Oppure quando c'era il rischio che fosse incinta e anche in quell'occasione il presidente non perse tempo: fissò un appuntamento per farla abortire, ma poi si rivelò un falso allarme.
Dettagli, quelli rivelati dall'Alford, che gettano una luce alquanto ambigua e discutibile su uno dei presidenti più amati d'America. Mimi continua con i particolari scottanti e scrive di come una volta (sempre in piscina) il presidente l'abbia invitata a praticare sesso orale al suo assistente Dave Powers. "Non credo che il presidente pensasse che l'avrei fatto ma mi vergogno di dire che lo feci. Il presidente assistette in silenzio". Quando si trattò di estendere l'invito al fratello minore Ted Kennedy, l'Alford si rifiutò. Stagista accomodante sì, ma con dignità.
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Sempre secondo l'Alford, la loro relazione continuò anche quando lei lasciò la Casa Bianca per andare a studiare al college. L'ultimo incontro risalirebbe al 15 novembre del 1963, una settimana prima dell'assassinio del presidente: "Mr President mi prese tra le braccia e sussurrò: 'Vorrei che potessi venire con me in Texas. Ti chiamo quando torno". Incurante del fatto che Mimi fosse fidanzata e stesse per sposarsi.
Una storia che desta scandalo, certo, ma che arriva anche in coda ad altre relazioni tra presidenti americani e stagiste. Basti pensare al caso Lewinsky, quello che coinvolse in uno scandalo sessuale Bill Clinton, durante la sua seconda presidenza. All'epoca ci fu un vero e proprio processo contro Clinton, a cui vennero imputati frequenti incontri erotici con Monica Lewinsky nella stanza ovale della Casa Bianca, che satiricamente venne chiamata "stanza orale". E Barack Obama, avrà una stagista? Al momento parrebbe di no. Merito forse della lungimirante Michelle Obama o dell'irreprensibile moralità del Presidente?
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