Quello tra il premier Mario Monti e la Lega sembra essere un rapporto piuttosto tormentato. Non si placano le polemiche del partito di Umberto Bossi, che ancora una volta ha messo sotto accusa il presidente tecnico. L'ultima brillante uscita è dell'onorevole Francesco Speroni, che riferendosi al viaggio di Monti negli Usa, ha recentemente dichiarato al Parlamento Europeo a Strasburgo: "Ho ancora il dubbio se Monti, a Wall Street, abbia incontrato i suoi complici o i suoi padroni, maestri di quella finanza che ci ha ridotti nello stato che i cittadini Ue e di Eurolandia ben conoscono, a partire dai portafogli. Complici perché, da decennale commissario europeo, Monti condivide la responsabilita' della situazione economico finanziaria dell'Unione. Padroni, perché, da quando ha assunto la veste di capo di governo, senza passare per democratiche elezioni, egli sta brillantemente provvedendo a depredare i contribuenti, assumendo la funzione di ufficiale pagatore della finanza internazionale".
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Non va tanto per il sottile, Speroni. E le accuse mosse, sia al premier che ai piani alti americani, sono decisamente pesanti. Soprattutto a fronte della delicata situazione economico-finanziaria europea e dei rapporti diplomatici che intercorrono tra Stati Uniti e Italia (ma anche tra Italia ed Europa), già messi in discussione da comportamenti quanto meno controversi di Silvio Berlusconi. Tuttavia, il capodelegazione della Lega ha rincarato: "Una concezione di Europa che la Lega Nord non condivide affatto, raccontando, al pari del suo protettore Giorgio Napolitano, abusate panzane, come quella che da soli non si esce dalla crisi. Continuano a propinarci falsità". E ha citato Svizzera, Norvegia, Nuova Zelanda, Canada e Australia come paesi che "senza unioni e senza euro hanno un'economia ed una finanza decisamente migliori dell'Unione europea che, nata per fornire occasioni di sviluppo e prosperità, si è ridotta a un mostro burocratico, impositore di vincoli ed incapace di tutelare le nostre imprese e il nostro lavoro". Speroni si è dilungato così tanto nella polemica che il presidente Martin Schulz è stato costretto a togliergli la parola per aver sforato il tempo massimo.
La risposta di Monti non si è fatta attendere. E con la sua pacata compostezza ha replicato: "Mi riservo di poter esaminare nel testo trascritto, per la complessità dei punti filosofico-sistemici che l'intervento presenta, le parole che l'on. Speroni ha voluto indirizzarmi e delle quali lo ringrazio vivamente". L'ennesimo, elegante, schiaffo morale ad un debordante e chiassoso Carroccio, non c'è che dire. Il precedente è stato quello al senatore Roberto Calderoli, a seguito delle accuse mosse dal leghista su una presunta festa privata di Capodanno tenutasi a Palazzo Chigi, ergo con soldi pubblici. In quel caso Monti ha diffuso un comunicato ufficiale in cui spiegava con dovizia di particolari tutte le spese sostenute per il cenone: il cotechino comprato in Cola di Rienzo a Roma, i dolci in un negozietto di Piazza Santa Emerenziana, la preparazione della cena a carico della moglie, il numero esatto degli invitati (una dozzina di familiari stretti, nipotini inclusi). Una dettagliata cronaca - a tratti sbefeggiante ed esilarante - in cui il premier chiarisce la questione. Ma Calderoli non si persuade e fa sapere che tenere aperto Palazzo Chigi ha dei costi notevoli, anche si tratta di una festa a spese del presidente stesso. Per poi chiosare con la fantomatica frase: "Berlusconi le sue feste le faceva a Palazzo Grazioli o ad Arcore, ovvero nelle sue residenze private, e che le sue feste le e' sempre pagate di persona e quindi devo ritenere che Berlusconi dia 'lezioni di morale' anche al presidente Monti". Calderoli, quel gran burlone.
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Ora non rimane che attendere l'evolversi della vicenda. O l'ennesimo polverone sollevato dalla Lega, che pare proprio non digerire il presidente Monti. Un po' come mangiare il cotechino a ferragosto.


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