Lo ha dichiarato pubblicamente: se vinco le elezioni non farò più sesso. Così Rosario Crocetta, classe '51, ha reso noto il suo voto in caso di vittoria alle prossime regionali di Sicilia. Già sindaco di Gela e attualmente vicepresidente della Commissione speciale antimafia dell'Unone Europea, Crocetta ha da poco ufficializzato la sua candidatura a governatore di Sicilia ed è sostenuto da Pd e Udc. È anche il primo politico dichiaratamente gay nella storia d'Italia e il primo sindaco gelese ad essersi schierato strenuamente contro la mafia e per la legalità. "Se dovessi diventare presidente della Regione Sicilia dirò addio al sesso e mi considererò sposato con la Sicilia, le siciliane e i siciliani. Guidare la cosa pubblica è come entrare in un convento e non ho neanche più l'età per certe scorribande", fa sapere.
Poi analizza il nesso tra potere e sesso, portando l'esempio dell'ex premier senza risparmiargli pesanti critiche: "Certamente non farò la fine di Silvio Berlusconi, che si è consumato sia per la sua incapacità politica che per le donne, diciamo la verità, pur avendo più anni di me. Direi che l'ex premier ha rappresentato uno degli esempi di peggior politica in assoluto: ha sacrificato in nome del gossip il proprio impegno politico, facendo intendere una sua considerazione sotto zero dell'universo femminile, e su questo tema invito a riflettere le stesse donne del Pdl".
Per poi finire a raccontare la sua esperienza come primo cittadino: "La sessualità, sia etero che omo, portata agli estremi, crea effetti di sovraesposizione. Quando si hanno ruoli pubblici si deve essere molto prudenti e molto casti. Quando ero sindaco di Gela mi chiedevano spesso se avessi un compagno o una storia, e io rispondevo: 'Niente sesso, siamo sindaci'. Figuriamoci se dovessi diventare presidente. Meno male che in questo mi aiuta il fatto che ho una età e il tempo della passioni è finito. Ora mi piace leggere salmi e i grandi poeti sufi". Ora, la domanda è lecita: Berlusconi riuscirà mai a trovare la stessa pace dei sensi?

