È dura la vita per i ricchi, di questi tempi. Continuano i blitz della Guardia di Finanza, e dopo Cortina, Courmayeur, Roma, Milano e Napoli è la volta di Sanremo. Nel bel mezzo della kermesse sanremese, è stato sequestrato un lussuosissimo yacht (questa volta dai carabinieri), dove a bordo c'erano Paola Perego e suo marito Lucio Presta, ospiti di amici. Al centro delle accuse è la società Royal Yacht Srl, proprietaria dell'imbarcazione suddetta, Villa sul Mare: pare abbia evaso l'accisa sui carburanti, acquistando il gasolio a prezzo agevolato. È uno stratagemma già utilizzato in altre occasioni, che permette di usufruire della convenzione se lo yacht risulta noleggiato, non se viene usato dai proprietari.
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La vacanza dell'agente più potente del mondo dello spettacolo (ricordiamo che è manager di Lorella Cuccarini, Paolo Bonolis, Mara Venier e Roberto Benigni e molti altri) è stata così rovinata da una visita inaspettata e poco cortese delle forze dell'ordine. E pensare che la moglie Perego è stata vittima di una vicenda analoga, quella dello yacht 'Decò', per cui avrebbe acquistato tra il 2006 e il 2008 60 mila chili di carburante, evadendo l'accisa sui carburanti. Un risparmio di circa 50-60mila euro, per intenderci. Una leggerezza che sta costando alla presentatrice un'accusa della Procura di Sanremo. Sul recente sequestro dello yacht, Presta ha invece ribadito la loro estraneità ai fatti: "L'operazione effettuata questa mattina dai carabinieri non è in alcun modo riconduncibile alla signora Paola Perego, in quanto eravamo solo graditi ospiti della motobarca". Ergo, si trovavano solo nel posto sbagliato al momento sbagliato?
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Saranno i carabinieri a chiarire i fatti, così come hanno fatto un paio d'anni fa con Flavio Briatore, a cui è stato riservato lo stesso trattamento. Fece scalpore, infatti, il sequestro del suo yacht di 62 metri, ma ancor più le dichiarazioni che ne seguirono. Il personale di bordo protestò come come se fosse stato messo in cassa integrazione ed Elisabetta Gregoraci, moglie di Briatore, parlò niente meno che di shock: "Un'esperienza terribile. Lo yacht circondato dai gommoni a sirene spianate. Mi sono messa a piangere, che altro potevo fare? Ho preso al volo due cose per Falco Nathan e sono scesa giù come mi chiedevano di fare. Ho dovuto lasciare la culla, il fasciatoio, le medicine, i prodotti speciali per la pulizia del piccolo. Tutto, insomma. Questa era diventata la sua casa in attesa che finissero la nostra nuova abitazione a Montecarlo, questione di giorni. È stato un trauma per me e per il bambino. Ho perso il mio latte, ecco cosa è successo. E mio figlio si è dovuto abituare in fretta e furia a quello artificiale, il pediatra me ne ha suggerito uno molto buono, pare il migliore, però nessun latte artificiale sarà mai come quello della mamma".
Le accuse a carico di Briatore? Evasione fiscale di quattro milioni di euro sull'imbarcazione, più le accise sul carburante per 800 mila euro. Altroché, se la Gregoraci aveva motivo di piangere e disperarsi.


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