Il morbo della mucca pazza potrebbe avere meno segreti. E' tutto scritto, nero su bianco, nella ricerca pubblicata su Neuron da Roberto Chiesa, ricercatore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e dell'Istituto Telethon Dulbecco. Grazie alla collaborazione dell'Università di Milano e dello University College di Londra, infatti, è stato possibile mettere in luce il meccanismo tossico dei prioni, ossia quello che sta alla base delle gravi malattie neurodegenerative, tra cui quella comunemente definita come "morbo della mucca pazza".
Per la prima volta, proprio per merito dello studio italiano, sono emersi nuovi particolari su questi prioni, che sono versioni anomale della proteina prionica cellulare, ancora abbastanza misteriose alla maggior parte degli scienziati di tutto il mondo. "Abbiamo studiato — ha spiegato Roberto Chiesa a La Stampa — quello che succede nel cervelletto, l'area del cervello che controlla i movimenti, prima che inizi la degenerazione
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