"E' ripresa la ricerca dei dispersi della nave", si legge in una nota diffusa dal Commissario delegato per l'emergenza per il naufragio della Costa Concordia. "Gli operatori del corpo dei Vigili del Fuco hanno verificato altri cinque dei 16 target individuati nei 18 chilometri quadrati di mare attorno alla nave, dando esito negativo". Al momento rimangono da verificare ancora sei obiettivi.
Dopo un mese quello che ora preoccupa di più è il recupero del carburante della Concordia. Quasi 2mila e 400 tonnellate contenuto in 15 cisterne. Le operazioni di recupero, iniziate ieri, sono state affidate alla società olandese "Smit Salvage", la cui attività principale è il salvataggio e il recupero di relitti o imbarcazioni danneggiate, arenate o affondate. Una società con una grande esperienza nel settore. In Italia la Smit è nota per essersi occupata dalla bonifica della petroliera cipriota Haven, affondata nel 1991 nel Golfo di Genova, al largo di Arenzano, a una profondità di 80 metri. Dopo la bonifica, il recupero della struttura era diventato troppo costoso e la nave è stata lasciata in acqua: è il più grande relitto visitabile in immersione nel Mediterraneo.
Una fine che tutti si augurano non sia la stessa della Costa Concordia. La nave non si deve spostare perché se lo scafo si dovesse muovere, finirebbe su di un fondale molto più profondo con il rischio di perdita di carburante, appunto, ma rendendo quasi impossibile il recupero del relitto. Una corsa contro il tempo, per liberare il Giglio da questo ingombrante ospite, proprio a pochi metri dalla sue coste, prima dell'inizio della stagione estiva. L'intervento sulla Costa Concordia, comunque, sarà uno dei più importanti nella storia della Smit Salvage. I tecnici hanno spiegato che per estrarre carburante procederanno facendo dei fori nelle cisterne, per poi riscaldarlo con getti di vapore e aspirarlo, riversandolo in navi cisterna. Pare che la Costa Crociere - che ha perso il 35 per cento di clienti rispetto ad un anno fa — abbia scelto proprio la società olandese perché alcune navi recuperate dalla Smit sono poi state ristrutturate e rimesse in funzione.
Le operazioni, fino a ora, sono state rallentate dal maltempo. Al Giglio ha nevicato, sono caduti fino a cinque centimetri tra giovedì e venerdì. Il recupero di carburante, perciò, è iniziato solo ieri, nonostante tutte le flangiature (il posizionamento delle valvole sulle cisterne per l'aspirazione del carburante) fossero pronte da giorni. L'operazione interesserà, precisamente, 15 serbatoi e nei sei già raggiunti si trova il 67 per cento del carburante, ossia 1518 metri cubi. Negli altri 9 serbatoi ci sarebbero 377 metri cubi di carburante; una volta raggiunti rimarrebbero da recuperare solo i 348 metri cubi della sala macchine, che potranno essere aspirati in un secondo momento. Nello specifico, le operazioni di recupero prevedono che su ogni serbatoio vengano piazzate due valvole: una sulla parte alta, a cui sarà attaccato un tubo in grado di estrarre il carburante portandolo in un'altra nave. La valvola nella parte più bassa, invece, consentirà di fissare il tubo che porterà nel serbatoio una quantità di acqua uguale al carburante estratto per non causare problemi alla stabilità della nave. Le operazioni dovrebbero durare circa quattro settimane, meteo permettendo.
Fabrizio Arnhold


