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    Costa Concordia: come spostare un gigante del mare

    La Costa Concordia arenata - Clicca e guarda la gallery La Costa Concordia arenata - Clicca e guarda la gallery Mettere in sicurezza eventuali superstiti, evitare disastri ambientali, cercare di rimettere in galleggiamento la nave. Sono queste le operazioni che devono essere fatte per spostare i relitti delle navi e lo stesso deve essere tentato di fare per la Costa Concordia, la nave da crociera che si è incagliata all'Isola del Giglio. La società Costa Crociere ha chiesto ad alcune società di studiare un modo per rimuovere la Costa Concordia che secondo l'amministratore delegato Pierluigi Foschi potrebbe «essere sollevata con palloni d'aria e, una volta rimessa in galleggiamento, trainata da rimorchiatori».

    Messa in sicurezza. La prima operazione riguarda proprio l'accertamento di assenza di superstiti e la necessità di recuperare i tanti beni materiali che si trovano sulla nave, guardata a vista anche per evitare atti di sciacallaggio. Il pericolo maggiore è quello ambientale, in una zona protetta come quello dell'arcipelago toscano: il rischio infatti è che la nave sprofondi ulteriormente o che fuoriesca il carburante. Per evitarlo sul posto sono stati chiamati sei tir che con qualche settimana di lavoro potranno svuotare i serbatoi grazie ad appositi impianti di pompaggio e riscaldamento (nel caso in cui il carburante si sia eccessivamente raffreddato e solidificato). Di questa parte di lavoro si occuperà la società olandese Smit International di Rotterdam, molto esperta in operazioni di disincagliamento. In collaborazione con il partner norvegese Frank Mohn, infatti, la società ha sviluppato il Pollutant Recovery System (PolRec), ovvero un "sistema di recupero di contaminanti ambientali". Il sistema PolRec permette alla SMIT Salvage (divisione della SMIT International) di rimuovere petrolio o prodotti chimici da navi affondate ad una profondità tra 50 e 250 metri. Si tratta della stessa società che ha recuperato il sottomarino nucleare Russo"Kursk" nel mare di Barents tra il 28 Maggio ed il 23 Ottobre 2001.

    Valutazione del danno e rimozione. Dopo aver messo in sicurezza la nave è necessario valutare il danno. Se questo è "contenuto" e la nave può essere riparata, interverranno i rimorchiatori a trascinare via la nave dopo che la falla è stata rabberciata e la nave rimessa in linea di galleggiamento. Per raddrizzare la nave vengono piantati in mare enormi pali che permetteranno di imbracare e sollevare il relitto con enormi palloni galleggianti. Altrimenti, per sollevare l'intera nave ci vogliono delle gru marine molto potenti, come la Saipem 7000 che ha due gru da 7000 tonnellate. Ma se il danno è troppo grosso,la nave potrebbe venire rottamata sul posto e poi portata via pezzo per pezzo: in questo caso potrebbero volerci anche sei mesi. Le dimensioni notevoli (293 metri di lunghezza e un peso di 114.500 tonnellate) rendono le operazioni particolarmente difficili.

    Il precedente. Nel 2010 toccò al mercantile bulgaro Burgas, incagliato nel fondale sabbioso della spiaggia di Castellaneta marina, a Taranto, essere trascinato via. Le operazioni furono dirette dai marinai della Capitaneria di porto di Taranto: dopo essere stata posta in galleggiamento la nave è stata rimorchiata. Per disincagliare il mercantile, del peso di oltre settemila tonnellate di stazza, con 19 uomini di equipaggio e lungo 123 metri, fu utilizzato il «Salamander», un potente aspiratore giunto dall'Olanda: ci vollero 40 giorni per far guadagnare all'imbarcazione i 70 gradi necessari per indirizzare la prua, agganciata a due cavi, verso il mare aperto. Dopo di che furono i Rimorchiatori napoletani a trascinare via il relitto.

     
    • diablo  •  1 mese 6 giorni fa
      vergogna tutto il mondo guarda il cretino senza scrupoli
    • am  •  4 mesi fa
      salvare la Costa Concordia chiede l'attenzione del legendario Archimede
    • Paolo Parisi  •  4 mesi fa
      1) riparare la falla sul posto..2 ) asportare tutto cio che è possibile al fine di alleggerirla 3)pompare l'acqua fuori con delle pompe esterne 4) raddrizzarla e trainarla in rada per le riparazioni del caso
      • Francesco 3 mesi fa
        Ma che bravo, lo hanno già detto in molti, per primo l'armatore
    • Salvatore  •  4 mesi fa
      certo,si pensa sempre a salvare il giglio,le rose,dopo i terremoti a salvare le chise e altri beni culturali,e i tanti morti,e le famiglie degli stessi? Siamo degli abitudinari e conservatori,dopo poco ce ne dimentichiamo...
    • Antonietta  •  4 mesi fa
      per le bravate bastano pochi secondi di distrazione e tutto va in malora senza poter piu rimediare al guaio,purtroppo in questo caso ci sono anche vite umane spezzate.
      quest' inizio del 2012 ci deve far proprio pensare........................................
    • Paola  •  4 mesi fa
      non permettere piu il passaggio di questi bestioni vicino alla costa..mantenere un limite di sicurezza abbastanza ampio ..questo è quello che dovrebbe chiedere il governo!basta!!!!
    • Togo 29  •  4 mesi fa
      l'unico inchino che il capitano potrebbe fare e' quello di mettersi a 90 gradi nel reparto docce terzo raggio ricevendo cosi' il saluto di benvenuto da parte dei 2500 coinquilini (cani compresi).
    • pigmeo  •  4 mesi fa
      @Fiorenzonn c'é bisogno di "tassativi rimedi", il comandante é un #$%$ x qsto é successo quello ke é successo..tutti i 90 e passa milioni di danni ke la Costa ha perso in qsti giorni dovrebbe farli pagare a quel pagliaccio del comandante!!!!!
      • Francesco 3 mesi fa
        Ma quanti zeri hai dimenticato?
    • Fiorenzo  •  4 mesi fa
      e' confortante pensare che ci possa essere la possibilita' di "salvare" il Giglio !!! ma dobbiamo anche sperare che "qualcuno" impari una sonora lezione da questo caso
      incredibile (!!!) e che vengano presi tassativi rimedi (a livello Europeo o mondiale) per
      salvare il Mediterraneo, i Caraibi etc. da questo tipo di possibili futuri disastri .. !!!!
      Se cosi' fosse, malgrado tutto, avremmo avuto una buona dose di "fortuna", pur nel constesto di questa disgrazia umana, economica e ecologica !!! Che Dio ci assista.
    • cicio  •  4 mesi fa
      meglio rottamarla che ristrutturarla credo che in tutto costerebbe di meno e poi ormai e' una nave maledetta e chi ci vorrebbe stare in luoghi dove sono accadute cose terribili sarebbe un po' come trasformare un ex campo di concentramento in un luogo per vacanze campeggio!
    • Maurizio  •  4 mesi fa
      "[...] Altrimenti, per sollevare l'intera nave ci vogliono delle gru marine molto potenti, come la Saipem 7000 che ha due gru da 7000 tonnellate. [...]"

      E poi ancora:

      "[...] Le dimensioni notevoli (293 metri di lunghezza e un peso di 114.500 tonnellate) rendono le operazioni particolarmente difficili.[...]"

      Scusate, ma ... come possono due gru da 7.000 tonnellate di portata (portata totale 7.000 ton x 2 = 14.000 tonnellate) riuscire a sollevare una nave da 114.500 ton (cioè quasi 10 volte tanto!)???

      Semplice! Perchè chi scrive l'articolo non ragiona con la propria testa! Avrebbe dovuto chiederselo subito, invece ha pubblicato l'articolo senza ragionare, forse addirittura usando il "copia ed incolla".

      Le 114.500 tonnellate della nave NON E' IL PESO DELLA NAVE!!! E' il VOLUME!!! Cioè, per meglio comprendere, la CAPACITA' DI CARICO, NON IL PESO! E "tonnellate di stazza" è una unità di misura, e "di stazza" non è l'aggettivo di "tonnellate"!!!

      Per Pigmeo:

      E basta dare addosso al Comandante! Pigmeo, a te risulta che non ci siano accordi tra la Capitaneria di Porto ed il Comandante della nave, visto che il transito sottocosta sembra essere una prassi abitudinaria e considerando che non è pensabile che le Capitanerie stesse non si accorgano che un transatlantico sia troppo vicino alle coste? Perchè le Capitanerie non sono intervenute in tempo, se si sono accorte della eccessiva vicinanza della nave alle coste dell'Isola?

      E poi ancora: A me sembra di aver capito che l'incidente sia accaduto più in la di dove si trova arenata adesso la nave, e che il Comandante, per evitare di affondare completamente (comportando in questo modo 4231 VITTIME) in acque con fondale alto, abbia invertito la rotta puntando verso la terraferma (per evitare di affondare completamente) cercando di salvare il maggior numero di persone, cosa perfettamente riuscita, con tutto il rispetto per le vittime che comunque ci sono state e i familiari dei dispersi.

      Se così fosse ("SE") il Comandante ha fatto benissimo ad invertire la rotta, salvando quasi tutti.

      Poi, il Comandante ha certamente altre colpe (quindi non lo sto difendendo) a cominciare dal fatto di esser transitato troppo vicino alle coste. Ma questo transito "turistico" sottocosta sembra essere una prassi consolidata, (secondo me da evitare assolutamente, specie con questi giganti del mare!) e mi risulta difficile pensare che nessuno a terra si sia accorto e non abbia preso provvedimenti immediati atti proprio ad evitare il disastro!

      Il Comandante ha anche colpa di aver abbandonato la nave non per ultimo, ha anche colpa di non aver lanciato l'S.O.S., di non aver avvertito le Capitanerie IMMEDIATAMENTE DOPO l'incidente ... certo, sono tutte colpe che il Comandante ha sicuramente, ma tu sei convinto che le Capitanerie di Porto non c'entrino nulla? Specie se pensiamo alle tecnologie disponibili oggi (radar, gps, registratori vari, ecc. ecc.)??? Io no!

      Maurizio
      • Salvatore 4 mesi fa
        e come fai ad alzarla anche se da un lato il peso è dimezzato perchè poggia sul fondo?stiamo parlando di una nave da 114000 tonn. lunga 300mt,alta una 30ina di mt, con due gru da 7000 tonn., ce ne vorrebbero almeno 5,e lo spazio per piazzarle ,dato che sono poste su delle navi anche loro grandi? mica occupano lo spazio di 5 taxi!
      • Maurizio 4 mesi fa
        114.500 tonnellate della nave NON E' IL PESO DELLA NAVE!!! E' il VOLUME!!! Cioè, per meglio comprendere, la CAPACITA' DI CARICO, NON IL PESO! E "tonnellate di stazza" è una unità di misura, e "di stazza" non è l'aggettivo di "tonnellate"!!!

        Quindi la nave NON PESA 114.500 ton!!! E comunque le soluzioni sono due:

        1: Tentare di alzarla dal lato non sommerso (sarà molto difficile, ma non impossibile) e rimetterla in galleggiamento, in seguito rimorchiarla.

        2: Tagliarla e portarla via a pezzi.

        Quindi fare delle valutazioni puramente economiche per capire se conviene rimontarla in un cantiere navale, oppure - ahimè - rottamarla.

        Non credo sia pensabile alzarla di peso, non credo che esistano mezzi per poterlo fare. Anche perchè, la lunghezza della nave (quasi 300 metri) imporrebbe una imbragatura molto ampia, e "i ganci" che dovrebbero tirar su i cavi dovrebbero avere una tale distanza. se i mezzi fossero più di uno, oltre a questo problema si aggiungerebbe anche quello della sincronizzazione dei movimenti dei due o più mezzi

        Secondo me non ci sono altre soluzioni.

        Maurizio
      • Joe 4 mesi fa
        Maurizio, d'accordissimo sulla stazza. Il peso e' comunque gigantesco, probabilmente 30,000 tonnellate (Solo di acciaio ce ne sono 20,000).... Dunque non e' cosi' semplice ...
    • Pietro V  •  3 mesi fa
      prendere il capitano schettini legarlo sulla'elica della nave riportare a galla la stessa e poi vedere se mette in moto riprovare parecchie volte fnchè le eliche non vanno in moto x trsportarla ad un vicino demolitore
    • Joe  •  4 mesi fa
      Cari giornalisti, la stazza non e' il peso ... la bestiolina non "pesa (se la si mettesse su una bilancia!!!)" che 25-30 mila tonnellate ... d'accordo, ci vogliono piu' di due persone e un gommone per spostarla!!!
    • Walter  •  3 mesi fa
      apprezzo il commento ti togo
    • Composite Man  •  4 mesi fa
      Mandateci l'equipaggio con dei secchi.
      Bloccate la nave prima che si inabissi.
      Fate fare il lavoro ai Norvegesi.
      • Francesco 3 mesi fa
        Veramente un pozzo di scienza!!!!
    • vvvvv  •  4 mesi fa
      Solo un napoletano poteva fare una roba simile!!! Vergogna!!
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