Medici che dichiarano morti pazienti vivi e vegeti, reparti di ospedali che vengono chiusi per i rischi vissuti dai pazienti, malati operati fino alla morte e tanto altro. Girare l'Italia significa scoprire storie di malasanità da nord a sud.
Morta immaginaria. Deceduta per un'ora e salvata da un poliziotto. E' l'assurda storia capitata a una donna di Bergamo pochi giorni fa. La signora si è sentita male in casa e ha avvisato il 118. L'intervento dell'ambulanza e dei vigili del fuoco hanno permesso ai sanitari di soccorrere la donna, ma dopo mezz'ora di tentativi di rianimarla il medico ne ha dichiarato la morte. A questo punto è passata un'ora mentre si aspettavano le pompe funebri. A quel punto, però, un poliziotto accorso ha notato che la donna muoveva le mani e tentava di respirare. L'uomo ha chiamato una nuova ambulanza che ha portato la donna in ospedale, dove ora è in terapia intensiva.
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Denunce alle stelle. Non è un singolo caso, ma una casistica che spaventa quella che arriva da Modena. Nel 2011, infatti, sono stati 528 i casi di malasanità denunciati al tribunale del malato della città emiliana. Di questi, bisogna precisare, sono stati 183 a diventare denunce vere e proprie, ma il dato significa un aumento dei casi del 7% rispetto all'anno precedente. Le denunce hanno riguardato operazioni chirurgiche mal riuscite, o che sono state reputate inutili e addirittura dannose, così come la carenza dei posti letto e liste d'attesa infinite anche per gli interventi più gravi.
Oncologia chiusa per morte. A Palermo sta montando la protesta dei 63 docenti di medicina che si sono sospesi dopo che il Ministro per la Salute ha deciso di chiudere, temporaneamente, il reparto di oncologia per Policlinico del capoluogo siciliano. Uno stop giunto dopo la morte di una paziente per un errore dei medici, e dopo che un'ispezione del Ministero ha dimostrato come siano "elevati e permanenti i livelli di rischio per pazienti e operatori e vi sia la mancanza delle garanzie circa le necessarie condizioni di qualità e di sicurezza".
Neonati miracolati, nonostante tutto. A Capri, infine, due neonati si sono trovati a un passo dalla morte a causa delle condizioni imbarazzanti in cui versa l'ospedale Capilupi e per l'incapacità di far fronte alle emergenze. Due bambine malate, che non potevano venir curate nell'ospedale di Capri perché le bombole dell'ossigeno presenti non possono essere utilizzate — causa mancanza di manometro — e dove non vi è neppure l'acqua calda. Due neonate per le quali era necessario un trasferimento urgente a Napoli, ma il cui trasporto è stato un incubo. Per la prima bimba, prematura e con problemi respiratori, l'elicottero che doveva portarla al Cardarelli di Napoli era fuori servizio. La seconda bambina, invece, ha scoperto suo malgrado che un altro elicottero non poteva atterrare ed è potuta partire solo il giorno dopo in traghetto. Per entrambe le neonate la brutta avventura si è conclusa positivamente. Ma se c'è da dir grazie a qualcuno, forse questi è la fortuna; non certo le strutture ospedaliere che dovevano salvarle.
Duccio Fumero
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