ATTIVITÀ DEGLI AMICI

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    Promemoria – A che punto è la vicenda del petrolio nel Golfo del Messico?

    Ad agosto, negli Usa, tutti al mare in Louisiana? Idea folle, diciamolo subito. A distanza di circa 16 mesi, infatti, le coste del Golfo del Messico che il 20 aprile 2010 hanno visto la più grande fuoriuscita di petrolio nella storia degli Stati Uniti tutto sono fuorché ospitali. Eppure, eravamo convinti di aver risolto il problema. Da quel 20 aprile, per settimane, l'interesse del mondo per l'incidente del pozzo petrolifero della Deepwater Horizon, che ha causato la morte di nove persone che vi lavoravano, è stato totale.

    Le immagini del petrolio che fuoriusciva dal fondo del mare (86 giorni, cinque milioni di barili di petrolio, pari a oltre 700 milioni di litri) lasciavano sgomenti. E l'azienda responsabile del disastro, la BP, British Petroleum, in quegli interminabili tre mesi si muoveva con la leggiadria di un elefante isterico nella classica cristalleria. Tentativi vani di chiudere la falla, denaro buttato al vento (o in mare, se preferite), porte aperte a chiunque avesse fornito l'idea risolutrice. Intanto, dal "buco" aperto dal pozzo, spezzatosi a 1.500 metri di profondità, continuava a uscire copioso e beffardo l'oro nero, una macchia grande come da Viterbo a Capri, passando per la parte opposta, quella adriatica, fino a Pescara.

    Chiazze di petrolio nel sud della LouisianaIncurante dello sgomento e dell'incapacità umana, beh, il petrolio faceva quello che era il suo sporco — è proprio il caso di dirlo — lavoro: invadere e sommergere tutto quello che trovava. Cioè, un bel pezzo d'America, quella del Golfo del Messico, principalmente la Louisiana. Finalmente, dopo tentativi disperati ed empirici, all'87esimo giorno la falla è stata turata, pur se in modo non definitivo. Per la chiusura totale, tramite cementificazione, c'è stato bisogno di aspettare fino a settembre. Il mondo ha tirato un sospiro di sollievo, anche perché ad agosto il presidente Obama si faceva ritrarre in quel mare, blu come prima, da sorridente bagnante estivo. In realtà la zona non era proprio la stessa ma, si sa, l'importante è dare l'idea della normalità che trionfa sul male.

    Tutto a posto, allora? Mica tanto. Nel senso che da quei giorni si contano i danni economici (secondo Moody's, 60 miliardi di dollari), sociali, ambientali. E, soprattutto, si valutano i possibili danni alla salute della persone. Ma, visto che la falla è stata chiusa, e che le immagini non mostrano più il petrolio galleggiare o riempire di nero uccelli e pesci, perché parlarne? L'incubo nero sta più giù, in fondo al mare. Perché è vero che a occhio nudo il petrolio non si vede e le acque sono tornate praticabili, ma è anche vero che le celeberrime paludi della Lousiana sono state lasciate com'erano per un centinaio di chilometri, perché i costi di un'operazione di bonifica sarebbero stati esorbitanti, mentre la sicurezza di danneggiare ancor più la zona era totale. E nel mare, a oltre 1.000 metri di profondità, il petrolio sversato c'è ancora. Ce n'è così tanto che tutta la fauna sottomarina ne risentirà, secondo calcoli certificati, per decenni. Centinaia di delfini dall'autunno scorso sono morti, così come crostacei, pesci, alghe, coralli, testuggini, e la stessa cosa avviene nelle paludi a causa degli idrocarburi gassosi dispersi nelle acque, come hanno sottolineato i ricercatori del'Università della Georgia che contestano i dati pacificatori della Bp.

    Povere bestie? Sì, certo. Ma che dire allora delle persone? Già, perché per combattere il nemico petrolio sono stati usati alcuni disperdenti chimici come il Corexit 9500, capace di vaporizzare il petrolio in superficie, ma che hanno una piccola controindicazione: sono tossici e dunque nocivi. Così, tra i soccorritori, i casi di persone che si sono ammalate sono aumentati in poco tempo: mal di testa, fotosensibilità, perdita di sangue temporanea che nel tempo è aumentata per frequenza; a ciò si sono aggiunte altre sintomatologie prima inesistenti, come la difficoltà respiratoria di chi va per mare. Tra le cause possibili, il benzene, inalato anche dai pescatori, con un'incidenza superiore a 36 volte la media, stando alle statistiche degli ospedali. Ssshhh, silenzio, meglio non sapere. Anche perché, dal 12 ottobre 2010, il governo americano ha sospeso la moratoria che impediva le trivellazioni nel Golfo del Messico. Dieci i pozzi sono tornati attivi. E la vita ricomincia. Anche per la Bp, che fa affari d'oro.

    Marcello Guido

    Leggi le altre puntate di 'Promemoria':

    - A che punto è la vicenda Wikileaks?

    - Come vanno le cose a Fukushima? E con l'Escherichia Coli?

     
    • corneliu  •  5 mesi fa
      come siamo bravi noi umani a far bene al posto dove viviamo,specia dotata di intelligenza ,l,unica che si distruge il posto dove vive,dio fai qualcosa in modo che spariscono queste machine malledete che ci anno distrutto
    • Francesca  •  6 mesi fa
      agghiacciante
    • M L  •  9 mesi fa
      BP non sta per British Petroleum. La vecchia denominazione e' stata abbandonata nel 1999 dopo la fusione con l'altro colosso Amoco. Peccato dare un'impressione di mancanza di aggiornamento per dettagli cosi' facili da reperire. Comunque l'articolo e' eccellente.
      • maurizia 6 mesi fa
        guarda i miei commenti e indicazioni siti. creiamo un dibattito su interruzione della corrente del golfo:rischio reale? S.O.S.
    • liuty73  •  9 mesi fa
      un pò di correzioni no?
      • Eugenio 9 mesi fa
        Sì, una. " po' " si scrive con l'apostrofo e non con l'accento
      • Gaetano Costa 9 mesi fa
        Mamma mia, andiamo bene, insomma come si scrive po, "pò" o "p'o"? Non credo hai miei occhi quando leggo queste conversazioni.
      • Tiziana S 9 mesi fa
        Gaetano Costa, l'hai fatto apposta? nemmeno io credo HAI miei occhi quando leggo uno che fa finta di essere disgrafico ( perfettamente scritta ogni altra parola...) Guarda che Liuty se l'è cercata e chi le ha risposto ha fatto benissimo.
    • diego p  •  1 mese 28 giorni fa
      a che punto e' promemoria- non vi vergognate di avere una rubrica che e' ferma da un anno ?
    • Marina  •  9 mesi fa
      E il 'Piazzale Loreto' di cavernicoli stupidi e turpiloquenti come voi, quando ci sarà finalmente? Visto che voi siete le 'Fosse Ardeatine' delle persone civili e colte che ancora vi sopravvivono. Vi indignate per cose che non conoscete e magari ne siete anche gli artefici, visto che conducete una vita così 'virtuosa'e vi sentite giustizieri di chissà che cosa; tutti gli 'utili idioti' ragionano come voi: se vi accorgeste di chi siete 'servi' abbassereste la cresta. Siete servi della partitocrazia, del Vaticano e della malavita organizzata che in venti anni cj hanno sbattuto fuori dagli standard occidentali; ma si sa un 'servo ' ha sempre bisogno di un 'padrone' di cui essere il tappetino. Solo quando le persone colte e civili vi faranno la guerra aperta senza bisogno di piazze o sangue (come voi selvaggi vorreste) allora scoprirete l'inganno.
    • ducciov  •  4 mesi fa
      Già che ci siamo, che fine hanno fatto i conti "dormienti"incamerati dal fisco per risarcire le vittime di Argentina, Cirio, ecc.?
    • Federica  •  8 mesi fa
      Mi associo al coro di approvazioni di questa nuova rubrica, la trovo interessante e intelligente. Giornalismo serio. Da sperare che l'esempio si diffonda, grazie per il servizio.
    • RobertoH  •  8 mesi fa
      Attenzione però: il presidente della BP ed i responsabili diretti della sicurezza sono stati cacciati.
      Da noi sarebbero certamente rimasti al loro posto.
      • deboras 7 mesi fa
        Non è certo cacciando i responsabili che si risolve il problema...
    • Centro Aloe  •  7 mesi fa
      povero il nostro pianeta!!! per quanto ancora potea' resistere?????
    • Piero Manai  •  8 mesi fa
      Non esiste morale o democrazia che tenga!
      Quando si nominano Bp, Exon, Shell, si parla di colossi al disopra degli stati, colossi che spesso giustificano i comportamenti criminali degli stati di appartenenza, stati più oligarchici che democratici (vedi USA o Inghilterra).
      • maurizia 6 mesi fa
        giusto. mi aiuti a trattare pubblicamente del rischio di interruzione della corrente del golfo? guarda i miei commenti in giro, ci sono i riferimenti per trovarmi, sul sito. Ciao
    • Fraa  •  9 mesi fa
      BRUTTI MAIALI... SPERIAMO CHE GISTIZIA PRIMA O POI ARRIVI..... MA SE STIAMO ALLA SPERANZA....
    • turbinedivento  •  9 mesi fa
      altro che Norimberga per questi signori.
      • maurizia 6 mesi fa
        l'articolo non cita uno studio realizzato da Gianluigi Zangari che fotografò l'interruzione della loop current (quell'ansa della corrente del golfo che entra in golfo del messico e preso calore esce sotto la Florida e porta calore all'Europa) il 18/4/2011. Dato che la loop current non c'è più, forse a ciò dobbiamo le alterazioni climatiche che appunto dallo scorso anno ci vessano? Trombe d'aria in italia, ieri Genova, nevicate precoci, grandine come palle da tennis...
    • V.iannone  •  7 mesi fa
      Tu non ci vai in auto?Non usi il riscaldamento?Non ti lamenti della benzina troppo cara?Il petrolio si cerca dove c'è.In Brasile a 6500 metri sotto strato di roccia di 300.Puo' succedere l'incidente.Se non hai deciso di andare a piedi,di non prendere autobus,di non consumere derivati di petrolio ecc..sei un povero ipocrita pure cretino perch' vuoi la botte piena e la moglie ubriaca.
      PENSAVI DI AVER SCRITTO IL "PEZZO" mollusco
    • V.iannone  •  7 mesi fa
      tutte vittime...se vi vedo in macchina..vi rompo il vetro ..bamboline
      la decadenza del genere umano siete voi..vigliacchetti
    • Nik Zana  •  9 mesi fa
      oltre al risarcimento e multa toglierei tutti i brevetti,ricerche in campo energie,kissà cos'hanno accumulato le socetà petrolifereriguardo all'energia
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